Pietro Sarcinella – Studio  Sant'Elmo Ginecologo Napoli
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Scoperta una “via” nuova contro i tumori alla mammella più difficili: un nuovo studio ha portato alla luce nuove terapie che inducono il sistema immunitario a reagire alla malattia in modo naturale. L’Oncoimmunoterapia – già risultata efficace per il melanoma e il cancro al polmone – attiva le difese naturali dell’organismo e “rieduca” il sistema immunitario a riconoscere il cancro per poi distruggerlo.

In futuro, dunque, non sarà più necessario farsi asportare mammelle o ovaio colpiti, come ha fatto l’attrice Angelina Jolie, per evitare il rischio di cancro. I nuovi farmaci utilizzano una tecnica che impedisce alle cellule cancerose di evadere la sorveglianza del sistema immunitario e trasformarsi in tumore: “L’Oncoimmunoterapia sembra particolarmente promettente proprio verso quei tumori al seno più aggressivi”. E così il temuto gene BRCA mutato da “spauracchio” diventa una occasione per una terapia più efficace. La prova arriva da uno studio condotto presso l’Istituto Oncologico Veneto di Padova su 400 pazienti. Consiste nell’utilizzo di farmaci intelligenti inibitori di un enzima chiave nei processi di riparazione che le cellule cancerose sono in grado di utilizzare. La scoperta più’ importante è anche che la terapia immune è duratura nel tempo: “il sistema immunitario diventa capace di controllare il tumore molto a lungo. Finalmente si può cominciare a parlare di guarigione”.

Ma non è finita qui. La novità della cura è anche che con le nuove tecniche ci sono buone prospettive per la donna di conservare la fertilità e la sessualità anche dopo un tumore al seno guarito. Con questa nuova tecnica si potranno anche evitare in futuro casi Jolie, l’attrice aveva una mutazione ereditaria a carico del gene BRCA1 che aumenta il rischio di tumori al seno e all’ovaio e per evitare il rischio della malattia si è fatta asportare gli organi. “Negli ultimi dieci anni  la ricerca contro il cancro ha puntato moltissimo sui cosiddetti farmaci ‘intelligenti’ o farmaci “target”, diretti cioè su bersagli molecolari presenti nelle cellule tumorali con l’obiettivo di modificarne alcune proprietà quali la capacità di replicarsi, di non morire nonostante i danni indotti dalla chemioterapia e radioterapia, di diffondersi ad altri organi”.

Questa via ha prodotto risultati significativi che hanno consentito in molti casi di aumentare la probabilità di guarire, soprattutto per alcuni tipi di tumore mammario quali i tumori a recettori ormonali positivi e i tumori HER2 positivi. “Sono però emersi anche i limiti di queste terapie a causa della capacità del cancro di mutare continuamente e quindi di diventate insensibile agli stessi farmaci che funzionavano poco tempo prima. Per cui adesso si sta provando a combattere i tumori utilizzando (oltre ai farmaci target) sostanze che attivano le stesse difese immunitarie dell’organismo”.

Quando i rapporti sono dolorosi e necessita l’allargamento vaginale

Per allargare l’introito vaginale, utilizzo un’intervento combinato tra imenectomia (eliminare l’imene se presente) e una incisione longitudinale della parete vaginale nel terzo inferiore con sutura trasversale. L’intervento è praticabile in anestesia loco-regionale in day surgery. L’applicazione di un intruso permetterà la giusta cicatrizzazione. La paziente può riprendere le normali attività dopo una settimana e i rapporto sessuali dopo 3-4 settimane.

intervento

N:B: L’imene è la membrana che restringe l’apertura della vagina, in modo da chiudere solo parzialmente il collegamento tra questa e i genitali esterni. È un tessuto mucoso, ricco di fibre elastiche che presenta un’apertura centrale destinata ad allargarsi in seguito ai rapporti sessuali. L’imene però assume forma e consistenza diverse da donna a donna: l’apertura centrale può per esempio essere arrotondata, a semiluna, oppure presentare più di un foro. Il tessuto può essere molto elastico, oppure talmente consistente e spesso da richiedere, in rari casi, un’incisione chirurgica che renda possibile la penetrazione.

E’ tra i più comuni sintomi della menopausa, di cui soffre almeno il 50% delle donne in post-menopausa.

 

Altre ragioni che condizionano il fatto che le donne continuano a soffrire in silenzio possono essere di natura culturale, oltre che una  naturale riluttanza a parlarne con medici di sesso maschile.

 

E’ bene chiarire che l’atrofia vaginale può essere  reversibile e  la secchezza non è un  fastidio temporaneo,  ma è un disturbo che richiede un trattamento specifico. Non si dimentichi inoltre come la diminuzione dell’elasticità vaginale compromette la qualità del rapporto sessuale.

 

La salute vaginale è di fondamentale importanza per la salute sessuale. E’ quindi un dovere verso sè stesse e verso il partner trovare insieme al ginecologo la soluzione più adatta.

 

Il rimedio esiste.

un po’ di chiarezza

 

Innanzitutto cos’è l’orgasmo?

 

E’ un complesso evento psicofisiologico, di breve durata, che costituisce l’acme dell’eccitamento sessuale ed è accompagnato da un particolare stato di coscienza, intensamente piacevole: raggiunto in seguito a stimolazioni erotiche sia somatiche che psicologiche, è caratterizzato da una serie di azioni neuromuscolari non controllate dalla volontà, che culminano per l’uomo nell’eiaculazione e per la donna in contrazioni perivaginali e altri fenomeni motori e secretori riflessi, determinando la risoluzione delle tensioni sessuali.

 

Il desiderio sessuale  si manifesta fisiologicamente per un aumento di un neurotrasmettitore che si chiama “dopamina“, la diminuzione della “serotonina” ed un aumento del GnRh, molecola che regola sistema riproduttivo. Tutti prodotti dal cervello. Per arrivare all’orgasmo bisogna attraversare la fase dell’eccitazione, quella del plateau. Dopo l’orgasmo si ha la fase della risoluzione seguita da quella della soddisfazione.

 

Il piu’ completo studio delle reazioni fisiologiche degli organi sessuali, indirizzato principalmente ai fenomeni dell’eccitazione, del piacere e dell’orgasmo, è dovuto a Masters e Johnson, iniziata nel 1954.

 

Kinsey e collaboratori nel 1953 misero in evidenza i fenomeni che stanno alla base delle risposte dell’organismo stimolato sessualmente.

 

Masters e Johnson osservarono piu’ di 10.000 cicli di risposte sessuali, ottenute mediante la masturbazione ed il coito artificiale. Oltre che alle modificazioni degli organi genitali, venivano registrati il ritmo respiratorio, l’elettrocardiogramma e misurate le variazioni di pressione arteriosa.

 

In realta’ la risposta sessuale e’ un processo continuo e riunito in un tutto omogeneo e tutte le fasi hanno durata variabile da persona a persona e variano anche da rapporto a rapporto e dalla variabilità dei partner.

 

Se l’atto sessuale giunge a termine, dopo l’orgasmo si ha una decongestione vascolare ed un forte calo della tensione sessuale (fase di risoluzione). Nell’uomo, dopo la eiaculazione intercorre un “periodo refrattario” più o meno lungo.

 

Nella donna il periodo refrattario è molto più breve. La donna e’  disponibile a piu’ orgasmi consecutivi (“orgasmo multiplo”).

 

Inoltre, a differenza dal maschio dove l’eiaculazione non puo’ piu’ essere interrotta per nessun motivo,  l’orgasmo femminile puo’ essere interrotto in qualsiasi momento, proprio perche’ non soggetto al fenomeno dell’inevitabilita’ eiaculatoria.

 

Un aspetto certamente da non sottovalutare è che la sessualità viene vissuta in “coppia”. Questo vuol dire che sia un un maschio che una femmina, ovvero un “uomo” o una “donna” visti nella loro integrità psico-fisica, hanno reazioni sessuali diverse a seconda del partner. E’ molto di moda, specialmente fra i giovanissimi, riferire questi fenomeni alla “chimica” dell’organismo. E’ pur vero che tutto il nostro corpo si comporta nel suo complesso attraverso fattori molecolari che interagiscono tra loro, ma penso che l’interazione sessuale tra due “umani” sia regolata da fenomeni più complessi che, pur basandosi, come tutto l’universo su fenomeni chimici, vanno studiati caso per caso, pur esistendo dei concetti fisiologici di base.

 

La consulenza sessuologica  è di vitale importanza e non può ridursi a semplice accertamento strumentale, ma estendersi necessariamente alla sfera psicosociale ed affettiva e spaziare in tutti i meandri dell’anima, movimenti molecolari presenti o meno. 

In aumento i tumori alla faringe a causa del sesso orale

 

La Società italiana di Ginecologia ha sottolineato che i tumori della faringe e della cavità orale sono in aumento anche in Italia, soprattutto tra i giovani, causati dal papillomavirus (HPV) trasmesso attraverso rapporti di sesso orale.

 

I tumori alla cavità orale in Italia aumentano di circa 10-12 mila casi nuovi l’anno. Si pensa che ben il 50% dei tumori dell’orofaringe siano causati dall’ Hpv trasmesso via sesso orale, così come il 15% dei tumori del cavo orale e il 21% di quelli alla laringe. Nei casi meno gravi, invece, il virus può causare la papillomatosi delle corde vocali, una lesione precancerosa.

 

Questo tipo di tumori è in aumento soprattutto tra i giovani, e tra i maschi più che tra le donne. Ma un aumento di tali forme cancerogene legate al virus Hpv  si registra anche tra gli omosessuali, tra i quali sono in crescita i tumori retto-anali. Il problema è che in questi casi non è possibile fare prevenzione poiché il profilattico non viene utilizzato.

 

L’unica soluzione per prevenire questo tipo di tumori sarebbe dunque quella di estendere la vaccinazione contro l’hpv anche ai ragazzi maschi, mentre oggi è prevista solo per le femmine. A breve sarà disponibile.

 

Sarebbe giusto sottoporsi periodicamente ad un controllo dall’otorino, in modo da rivelare l’eventuale presenza di lesioni cancerose e precancerose alla laringe o al cavo orale quando sono ancora ad uno stadio iniziale.

 

Nella storia dei pazienti ricorre frequentemente l’abuso di alcool o sigarette. Sappiamo con certezza che  i virus della famiglia HPV sono più di 100 genotipi, dei quali solo alcuni sono considerati ad alto rischio ( 16, 18, 31, 33, 35, 39, 45, 51, 52, 56, 58,e 59), per la capacità di provocare la trasformazione tumorale delle cellule della regione ano-genitale, collo dell’uetro, dell’orofaringe.

 

In studi  recenti sono stati analizzati 80 casi di carcinoma laringeo durante il decorso di un anno. Si è ricercata la presenza del virus nei casi con aspetti istologici tipici .

 

Degli 80 casi analizzati, 10  sono risultati positivi per infezione con ceppi ad alto rischio.

 

Poichè non viene effettuata regolarmente la ricerca del DNA dell’HPV neanche su lesioni sospette, siano esse benigne che maligne, diventa difficile avere un’esatta proporzione dell’estensione della malattia.

 

Si auspica che venga avviato un lavoro di ricerca che individui i ceppi di HPV ad alto rischio su  prelievi bioptici di lesioni clinicamente maligne, valutando contemporaneamente l’esame istopatologico, quello citologico e la ricerda di DNA virale.

Che significato hanno?

 

Androginia = combinazione  di caratteristiche fisiche maschili con altre più tipicamente femminili nella stessa persona. Tale condizione è dovuta ad un problema intervenuto durante lo sviluppo embrionale e fetale. Può riflettere anomalie delle gonadi o anomalie dell’apparato genitale interno, esterno o alterato metabolismo endocrino durante il periodo gestazionale.

 

Ermafroditismo = termine tecnico che, “in zoologia e in botanica, indica la presenza contemporanea in un individuo di apparati e caratteri sessuali maschili e femminili che produce comportamenti differenti a seconda delle specie in cui si manifesta e la modalità riproduttiva tipica delle specie interessate”. L’organizzazione riproduttiva delle lumache e delle ostriche, ad esempio, si definisce ermafroditismo (fa riferimento al concetto biologico d’intersessualità fisica) e non androginia.

Il mito racconta che la completezza autosufficiente rese gli umani così arroganti da immaginare di dare la scalata all’Olimpo, e Zeus (non volendo distruggerli per non privare l’Olimpo dei loro sacrifici), separò ciascuno di loro in due metà, riducendo gli androgini a solo maschio e solo femmina.

 

Omosessualità = è la condizione in cui si accetta la propria struttura anatomica e si desidera conservarla al fine di poterla utilizzare con altro soggetto dello stesso sesso.

Il termine omosessualità e’ la traduzione italiana della parola tedesca Homosexualitat (creata fondendo il termine greco “omoios”, che vuol dire “simile”, e il termine latino “sexus”, che vuol dire “sesso”), dalla quale poi sono derivate le traduzioni in tutte le altre lingue.

 

Transessualità = si definisce il senso di disagio e contrasto nei confronti del proprio sesso anatomico con il desiderio di sbarazzarsene e vivere come l’altro sesso.Deve avere almeno una durata di  due anni e non devono essere presenti anomalie genetiche e non collegamento con patologie mentali. Il transessuale è una persona affetta da disturbo dell’identità di genere, la cui identità sessuale fisica non e’ corrispondente alla condizione psicologica dell’identità di genere maschile o femminile e che, sovente, persegue l’obiettivo di un cambiamento del proprio corpo, attraverso interventi medico-chirurgici

 

Eterosessualità =  si intende l’attrazione e quindi la preferenza sessuale verso individui dell’altro sesso.

 

Etero deriva dal greco heteros, che significa “differente”, mentre sessualità deriva dal latino sexus.

 

Gay =  e’ un termine importato dalla lingua inglese ed e’ sinonimo di omosessuale. La radice di questa parola e’ quella dell’antico francese (piu’ esattamente, provenzale) gai: “allegro”, “gaio”, “che da gioia” (come “lo gai saber”, “la gaia scienza”, che per i trovatori e’ la scienza d’Amore) che passo’ in inglese come gay.

 

Lesbica = il termine indica una donna con orientamento sessuale e affettivo nei confronti di altre donne.

Il termine deriva dall’isola di Lesbo, dove visse la poetessa Saffo nel VII secolo a.C., che nei suoi versi esaltò la bellezza della femminilità e dell’eros tra donne.

 

Bisessualità = Si definisce l’orientamento sessuale di un soggetto che trae piacere nell’avere rapporti sessuali e/o prova sentimenti erotico-affettivi con persone sia dello stesso che dell’altro sesso. Tali rapporti possono, in generale, essere accompagnati da fantasie erotiche, atteggiamenti e stili di vita specifici.

 

Pansessualità = (dal prefisso greco pan-, “tutto”) e’ un orientamento sessuale caratterizzato da una potenziale attrazione (estetica, sessuale o romantica) per qualcuno indipendentemente dal suo sesso biologico o identità di genere. Questo include una potenziale attrazione per persone che non rientrano nella concezione binaria di maschio/femmina, implicita nell’attrazione bisessuale.

L’identità di genere e’ il modo in cui un individuo percepisce il proprio genere (maschio o femmina) e nel quale si identifica: questa consapevolezza interiore porta a dire “io sono uomo” o “io sono donna”.Secondo i ricercatori, l’identità di genere puo’ avere origini biologiche, tra cui lo sviluppo e i fattori ormonali durante la gestazione, e venire in seguito influenzata dall’ambiente sociale e culturale in cui nasce il bambino o la bambina, per poi consolidarsi dopo i due anni di età. Non c’e’ comunque un’età precisa e risulta molto variabile anche l’età in cui potrebbero sorgere eventuali problemi legati all’identità di genere.

 

Trans =  e’ in pratica una persona che non si sente nel corpo giusto: una donna con un corpo da uomo oppure un uomo con un corpo da donna.

Questa condizione rientra nell’identità di genere della persona (percezione di se’) e non ha nulla a che vedere con l’orientamento sessuale; un trans puo’ essere quindi attratto da persone dell’altro sesso (e quindi avere un orientamento eterosessuale) o da persone dello stesso sesso (e quindi avere un orientamento omosessuale).

 

Transgenderismo = dall’inglese “transgender”, che attraversa i generi. E’ un termine che si utilizza sempre piu’ spesso e che comprende non solo le persone transessuali, le quali si identificano interamente nel sesso opposto al proprio sesso genetico, ma anche coloro cui le definizioni “uomo” e “donna” stanno strette, dove l’identità di genere di una persona non e’ una realtà duale “maschio/femmina”, ma un continuum di identità ai cui estremi vi sono i concetti di “maschio” e “femmina”.

Il termine “transgender” viene usato come sinonimo di “transessuale”, sovrapponendosi ad esso. La ragione e’ da trovarsi nel fatto che il termine “transessuale” e’ di per se’ impreciso, se non errato dal punto di vista clinico. In realtà qualsiasi persona operi una transizione sessuale, agisce sul “gender” (sul genere sessuale) e non sul sesso che, allo stato attuale delle conoscenze scientifiche, e’ e resta immutabile.

Nella terminologia psicologica, psichiatrica, endocrinologica e legale il termine “transgender” viene utilizzato in termini semplificativi per indicare una persona transessuale non operata ai genitali. Secondo questa accezione del termine quindi transgender diventa un termine per indicare solamente una sottocategoria delle persone transessuali, e per separare il/la transessuale operato/a (ai genitali) da quello/a non operato/a.

 

Intersessuale = in passato erano detti ermafroditi.

 

Travestito = Il termine travestito viene riferito soprattutto alle persone di sesso biologico maschile che amano vestirsi da donna nell’intimita; secondo la psicologia il travestitismo denota un’esigenza erotica, ma puo’ essere un primo passo verso la presa di coscienza della parte femminile (o maschile) presente in ciascuno.

Al termine “travestito”, troppo carico di connotazioni negative, si preferisce crossdresser (CD).

 

Crossdressing = indica tutte quelle situazioni in cui, per ragioni anche molto diverse tra loro, si utilizzano indumenti e atteggiamenti dell’altro sesso. Anche le persone transessuali vivono una fase di travestitismo prima della transizione. Agli occhi esterni, esse sono travestiti quando il contrasto tra corpo e psiche e’ ancora evidente e gli abiti sono già quelli del sesso d’arrivo, ma in realtà una persona trans si sente travestita quando e’ costretta a indossare panni del sesso biologico.

 

Drag king = la controparte femminile delle drag queen. Sono persone geneticamente femmine che si travestono da uomini in modo esagerato e caricaturale, ma anche qui sempre spettacolare.

E’ evidente che sia le queen che i king sentono in maniera profonda la propria parte femminile o maschile che preme per uscire all’esterno, e ironia e autoironia sono mezzi utilizzati per esorcizzare un contrasto interiore e con la società.

Le drag queen e i drag king possono essere fatti rientrare nell’universo transgender perche’ anche loro attraversano i generi, sovvertendo regole e stereotipi.

in cosa consiste? Quali interventi si possono fare?

 

Ecco gli interventi:

  • Riduzione delle piccole labbra
  • ringiovanimento della vagina (varia da caso a caso sia come risultato che come tecnica)
  • lipofilling delle grandi labbra (per aumentarne volume e sofficità)
  • imenoplastica.

Riduzione delle piccole labbra e correzione dell’asimmetria

 

Questi sono i principali interventi che le donne richiedono per la chirurgia estetica dei genitali.

Da alcune ricerche emerge che la ninfoplastica (riduzione delle piccole labbra), ha fatto registrare un aumento del 24% negli ultimi anni.

Come in tutti gli interventi di chirurgia estetica il motivo principale che spinge la donna è lo stato di disagio  che vive per un corpo che non accetta.

Così le donne hanno scoperto che si può intervenire anche sulla vagina, per migliorarla, restringerla, modificarla.

La chirurgia dei genitali può essere ricostruttiva e puramente estetica.

  • Durata intervento: circa 60 minuti
  • Guarigione: 7 giorni
  • Anestesia locale o lieve sedazione
  • Ricovero: day surgery (l’intervento va eseguito di mattina e la paziente torna a casa dopo poche ore).

L’imenoplastica o la ricostruzione dell’imene

 

L’imenoplastica o la ricostruzione dell’imene è un intervento di chirurgia estetica rivolto a tutte quelle donne che hanno perso la propria verginità e che desiderano ricostruire l’imene.

  • Durata intervento: circa 30 minuti
  • Guarigione: 7 giorni
  • Anestesia locale o lieve sedazione
  • Ricovero: day surgery (l’intervento va eseguito di mattina e la paziente torne a casa dopo poche ore).

 

Prima di assumere la pillola devo fare esami e/o visite?

E’ sempre bene rivolgersi al ginecologo, che effettuerà una visita accurata, anche al seno

e prescriverà le analisi necessarie e valuterà quale tipo di pillola prendere per evitare

effetti collaterali e per escludere malattie o altri impedimenti.

Quando devo cominciare ad assumere la pillola anticoncezionale?

Si inizia ad assumere la pillola anticoncezionale il primo giorno di ciclo. Se si segue

questa procedura la copertura contraccettiva è immediata.

Ho dimenticato di assumere una pillola? Cosa devo fare?

Assumere la compressa dimenticata al più presto. Se entro le 12 ore, la copertura

contraccettiva è mantenuta.

Ho dimenticato di assumere la pillola, e sono passate più di 12 ore dall’ora consueta di

assunzione. Cosa devo fare?

E se ho dimenticato più pillole?

La copertura anticoncezionale non è valida. Aggiungere un profillattico.Consultare

comunque il proprio ginecologo.

Vorrei ritardare il giorno delle mestruazioni.cosa devo fare?

Il problema è un po’ più complesso.Conviene rivolgersi al proprio ginecologo.

Ho preso medicinali durante l’assunzione della pillola. E se non vanno bene con la

pillola?

E’ buona norma che il ginecologo prima di prescrivere la pillola,faccia presente alla

paziente i farmaci che possono interferire.

Qual è il periodo fertile del ciclo?

Durante le mestruazioni è possibile rimanere incinta?

Prima di tutto, per poter rispondere bisogna fare alcune considerazioni sul ciclo

mestrualeciclo mestrualeciclo mestrualeciclo mestruale . Per fare un esempio prendiamo

in considerazione un classico ciclo di 28 giorni:

in questo ciclo classico avremo i primi giorni di ciclo, poi

l’ovulazioneovulazioneovulazioneovulazione all’incirca il 14 esimo giorno, per poi

riavere la mestruazione dopo 28 giorni dall’inizio di quella precedente.

In questo ciclo, il periodo fecondo è tra il 13° e il 14° giorno. Essendo di 3 giorni la vita

degli spermatozoi, si potrebbe considerare il momento propizio per rimanere incinta (o a

rischio se non si vuole avere una gravidanza) avendo rapporti sessuali dal 10° al 14°

giorno. Negli altri giorni (per sicurezza dal 1° al 9° e dal 17° al 28°) il pericolo non ci

sarebbe. Ma usiamo il condizionale perchè non è questo un terreno di certezze!

La realtà è molto diversa dalla teoria e, infatti, molti esseri umani sono nati seguendo

questo metodo anticoncezionale, detto poi, di Ogino Knaus.

Il vero problema risiede nella variabilità del comportamento umano, anche da un punto di

vista fisiologico. I cicli mestruali non sono mai tutti perfettamente uguali, possono essere

più lunghi oppure più corti. Da qui nasce il primo rischio perché si sposta anche il giorno

dell’ovulazione. Senza poi contare che in alcuni cicli ci possono essere anche più

ovulazioni.

Per molte donne, poi, il momento di maggiore fertilità coincide col momento in cui la

libido è più elevata; la programmazione dell’attività sessuale, ovvero l’astinenza dalla

stessa nei giorni potenzialmente fertili, possono essere un grave inconveniente, in

particolare per coppie che non convivono e che possono incontrarsi solo saltuariamente.

Ho avuto un rapporto con coito interrotto. Posso essere incinta?

Per quanto le possibilità possano essere basse, ci può essere questa eventualità. Fare un

test a 15 gg dal rapporto. Si ricorda che ogni rapporto non protetto è potenzialmente a

rischio,ovviamente i fattori che concorrono in un eventuale gravidanza sono molti, per

cui tanto più si è vicini al periodo ovulatorio, quanto più le possibilità aumentano.

Il coito interrotto NON è un metodo anticoncezionale.

Consiste in un comportamento sessuale controllato da parte dell’uomo, che riesce ad

arrivare all’orgasmo ma estrae il pene dalla vagina prima dell’eiaculazione. è il metodo

più diffuso, ma la sua efficacia è molto scarsa: 30% e più di fallimento ed è quindi

sconsigliato.

Come devo fare per avere la pillola del giorno dopo? Entro quante ore va assunta?

In seguito ad un rapporto a rischio, la prescrizione può essere effettuata dal ginecologo

attivo presso un consultorio, al pronto soccorso ospedaliero, dal medico di base o dalla

guardia medica. Va acquistata in farmacia ed assunta entro 72 ore dal rapporto, seguendo

le modalità consigliate dal medico che ha prescritto il farmaco.

Quanto sopravvivono gli spermatozoi in vagina?In condizioni ottimali (muco del periodo

fertile)la sopravvivenza stimata degli spermatozoi è fino a 5 giorni. Pertanto anche i

rapporti non protetti avuti fino a qualche giorno prima dell’ovulazione possono essere

considerati fecondanti.

La prescrizione comunque. Dati i possibili effetti collaterali anche gravi va fatta dal

medico di fiducia della paziente che conosce profondamente il suo stato di salute.

Ho notato variazioni nelle secrezioni vaginali/pruriti/arrossamenti/bruciori. Cosa può

essere?

Puoi trovare nella mia sezione “patologie ginecologiche” “cervico vaginiti”.

Ho notato bruciore/dolore durante i rapporti, da cosa può dipendere?

Potrebbe trattarsi di scarsa lubrificazione, oppure di una piccola infezione. Se il problema

si ripresenta, eventualmente accompagnato da altri sintomi, consultare il proprio medico.

Cos’è il cancro al collo dell’utero?

Il cancro del collo dell’utero un tumore maligno che si forma nel punto in cui l’utero si

immette nella vagina. Dapprima le cellule tumorali si moltiplicano a livello del collo

dell’utero, poi possono progressivamente diffondersi nell’intero organo fino ad arrivare

agli organi vicini, come ad esempio la parte finale dell’intestino, la vescica. Inoltre, esso

può anche formare metastasi in organi più lontani, per esempio ai polmoni.

Quali sono le cause del cancro del collo dell’utero?

Quasi tutti i casi di cancro del collo dell’utero sono causati da forme specifiche di virus

del papilloma umano (HPV). Esistono 300 tipi di HPV (tutti segnati con dei numeri) e di

questi circa 15 sono cancerogeni. Nel 70-80% delle donne affette da cancro del collo

dell’utero, si sono riscontrati virus HPV 16 e HPV 18. Vi sono altri tipi di HPV che

possono causare cancro, ma quelli più frequenti sono i ceppi 16 e 18.

Come si contagia con il giro del papilloma umano?

Il virus del papilloma umano si trasmette soprattutto durante i rapporti sessuali, attraverso

il semplice contatto con pelle o mucose genitali infetti. Si stima che oltre il 70% degli

uomini e delle donne sessualmente attivi seconda acido nel corso della loro vita. Il rischio

di infezione cresce rapidamente con l’aumentare del numero dei partner sessuali. In

Svizzera i rischi di contagio è massimo tra i 16 e i 25 anni. La maggior parte delle

infezioni guarisce spontaneamente e solo il 2-3% dei casi diventa cronica.

Quali misure esistono per la diagnosi precoce del cancro del collo dell’utero?

Per la diagnosi precoce importante continuare ad effettuare regolarmente presso lo studio

del Pap test. Tramite lo striscio oncologico è possibile poter identificare le lesioni

precancerose, ossia stati dei precursori del cancro del collo dell’utero che, in genere,

possono essere curati. Terapie aggressive possono quindi essere evitate.

Quali misure esistono per prevenire l’infezione da HPV?

Grazie alla vaccinazione il rischio di ammalarsi di cancro del collo dell’utero diminuisce

notevolmente. Finora le possibilità di prevenire l’infezione da HPV erano limitate. La

delegazione mondiale della sanità riconosce l’infezione da HPV il fattore più importante

per l’insorgenza del cancro del collo dell’utero.

I vaccini proteggono solo contro alcuni tipi di virus HPV. I restanti sono tutti pericolosi?

No degli oltre 100 tipi di virus HPV identificati, circa 15 sono cancerogeni. Sono il tipo

16 e 18 a causare la maggior parte dei cancrii del collo dell’utero. Altri 10 tipi causa dei

condilomi (verruche genitali, creste di gallo). I restanti virus HPV sono senza significato

clinico, nel senso che il caso non infezione senza sintomi e che guarisce spontaneamente.

Quanto dura la protezione data dal vaccino?

Gli studi hanno mostrato la stabilità del numero di anticorpi anche cinque anni dopo la

vaccinazione, si può quindi supporre che la protezione durerà ancora per diversi anni.

Attualmente non sono raccomandati iniezioni di richiamo, la loro necessità deve essere

ancora valutata.

Cosa è l’ovaio micropolicistico ?

La micropolicistosi ovarica è una disfunzione ormonale cronica caratterizzata da un

eccesso di androgeni e dalla riduzione o assenza della capacità ovulatoria dell’ovaio.

L’assenza di ovulazione causa le irregolarità mestruali, mentre l’eccesso di androgeni è

alla base dei tipici sintomi e segni accessori che fanno sospettare questa sindrome: acne,

irsutismo, sovrappeso, ipertensione.

In presenza di più segni di sospetto tra quelli appena enunciati è corretto effettuare una

valutazione ecografica delle ovaie che deve essere sempre comunque accompagnata

anche da una valutazione clinica e dall’analisi di alcuni dosaggi ormonali.

Gentile Dottor Sarcinella,
sono una ragazza di 20 anni il mio ginecologo mi ha diagnosticato una infezione da HPV facendomi una tipizzazione.Esiste una terapia per l’Hpv? Ed è possibile guarire spontaneamente? Il mio partner che accertamenti deve fare?


Attualmente la terapia con farmaci antivirali trova sostenitori ma non ci sono prove certe sulla loro reale efficacia. Si può guarire spontaneamente, senza alcuna terapia nel 25% dei casi, ed una volta guariti si acquista un immunità permanente contro il ceppo dal quale siamo guariti. Come in tutte le malattie sessualmente trasmesse il maschio si comporta da portatore, trasportando il virus da una donna all’altra con i rapporti sessuali. Per il partner maschile, per il momento, non si prevede nulla, se non la terapia sintomatica, cioè la comparsa di verruche virali.

Ho avuto un rapporto occasionale con una persona, che non rivedrò più e che non sa che sono rimasta incinta. Mio marito invece sa della gravidanza.Io non so quindi chi è il padre.Oltretutto ho avuto i due rapporti a distanza di due giorni.Come posso fare per sapere a chi attribuire la paternità?


La soluzione al suo problema esiste si tratta di effettuare un Test di di Attribuzione di Paternità mediante ibridazione al DNA-QF-PCR mediante villocentesi, esame che le consentirebbe di avere una risposta in 48 ore!

Con una visita, il ginecologo può accorgersi che una ragazza è vergine? E ancora come si effettua la visita in una ragazza vergine? Succede sempre di perdere sangue quando si perde la verginità? La verginità si può ricostruire con un intervento? E poi, dopo l’intervento ci si accorge che c’è stata una ricostruzione?


L’imene è una membrana che si trova all’ingresso della vagina, la sua presenza serve a prevenire le infezioni fino al giorno del primo rapporto sessuale.

Non sempre quando si ha il primo rapporto si può perdere sangue.Fino a poco tempo fa si pensava che ciò era dovuto esclusivamente alla presenza di un imene particolarmente elastico. A volte il sanguinamento avviene anche nei successivi rapporti, questo non significa che la verginità si perde piano piano, ma bensì che si è avuta una lacerazione un pò più profonda ed ogni volta che si hanno rapporti, la ferita si riapre e si ha il sanguinamento.

Quando una ragazza è vergine la visita ginecologica si effettua per via rettale.

Per quanto riguarda la ricostruzione chirurgica dell’imene, l’intervento consiste nel riavvicinare il margini dell’imene.

Altre tecniche più sofisticate di chirurgia plastica prevedono la cruentazione dei margini da saldare che vengono poi suturati con filo riassorbibile, ed è molto difficile accorgrrsi dell’intervento. La ricostruzione dell’imene è un intervento che trova indicazioni nelle situazioni di violenza, traumi, interventi chirurgici che provocano la perdita dell’integrità dell’imene, situazioni di disagio psicologico, infine situazioni di particolari necessità.

Veda comunque nella sezione “anatomia” di questo sito.

Prima di assumere la pillola devo fare esami e/o visite?


E’ sempre bene rivolgersi al ginecologo, che effettuerà una visita accurata, anche al seno e prescriverà le analisi necessarie e valuterà quale tipo di pillola prendere per evitare effetti collaterali e per escludere malattie o altri impedimenti.

Quando devo cominciare ad assumere la pillola anticoncezionale?


Si inizia ad assumere la pillola anticoncezionale il primo giorno di ciclo. Se si segue questa procedura la copertura contraccettiva è immediata.

Ho dimenticato di assumere una pillola? Cosa devo fare?


Assumere la compressa dimenticata al più presto. Se entro le 12 ore, la copertura contraccettiva è mantenuta.

E se ho dimenticato più pillole?


La copertura anticoncezionale non è valida. Aggiungere un profillattico.Consultare comunque il proprio ginecologo.

Vorrei ritardare il giorno delle mestruazioni.cosa devo fare?


Il problema è un po’ più complesso.Conviene rivolgersi al proprio ginecologo.

Ho preso medicinali durante l’assunzione della pillola. E se non vanno bene con la pillola?


E’ buona norma che il ginecologo prima di prescrivere la pillola,faccia presente alla paziente i farmaci che possono interferire.

Qual è il periodo fertile del ciclo? Durante le mestruazioni è possibile rimanere incinta?


Prima di tutto, per poter rispondere bisogna fare alcune considerazioni sul ciclo mestruale. Per fare un esempio prendiamo in considerazione un classico ciclo di 28 giorni: in questo ciclo classico avremo i primi giorni di ciclo, poi l’ovulazione all’incirca il 14 esimo giorno, per poi riavere la mestruazione dopo 28 giorni dall’inizio di quella precedente. In questo ciclo, il periodo fecondo è tra il 13° e il 14° giorno. Essendo di 3 giorni la vita degli spermatozoi, si potrebbe considerare il momento propizio per rimanere incinta (o a rischio se non si vuole avere una gravidanza) avendo rapporti sessuali dal 10° al 14° giorno. Negli altri giorni (per sicurezza dal 1° al 9° e dal 17° al 28°) il pericolo non ci sarebbe. Ma usiamo il condizionale perchè non è questo un terreno di certezze! La realtà è molto diversa dalla teoria e, infatti, molti esseri umani sono nati seguendo questo metodo anticoncezionale, detto poi, di Ogino Knaus. Il vero problema risiede nella variabilità del comportamento umano, anche da un punto di vista fisiologico. I cicli mestruali non sono mai tutti perfettamente uguali, possono essere più lunghi oppure più corti. Da qui nasce il primo rischio perché si sposta anche il giorno dell’ovulazione. Senza poi contare che in alcuni cicli ci possono essere anche più ovulazioni. Per molte donne, poi, il momento di maggiore fertilità coincide col momento in cui la libido è più elevata; la programmazione dell’attività sessuale, ovvero l’astinenza dalla stessa nei giorni potenzialmente fertili, possono essere un grave inconveniente, in particolare per coppie che non convivono e che possono incontrarsi solo saltuariamente. Ho avuto un rapporto con coito interrotto. Posso essere incinta? Per quanto le possibilità possano essere basse, ci può essere questa eventualità. Fare un test a 15 gg dal rapporto. Si ricorda che ogni rapporto non protetto è potenzialmente a rischio,ovviamente i fattori che concorrono in un eventuale gravidanza sono molti, per cui tanto più si è vicini al periodo ovulatorio, quanto più le possibilità aumentano. Il coito interrotto NON è un metodo anticoncezionale. Consiste in un comportamento sessuale controllato da parte dell’uomo, che riesce ad arrivare all’orgasmo ma estrae il pene dalla vagina prima dell’eiaculazione. è il metodo più diffuso, ma la sua  efficacia è molto scarsa: 30% e più di fallimento ed è quindi sconsigliato.

Come devo fare per avere la pillola del giorno dopo? Entro quante ore va assunta?


In seguito ad un rapporto a rischio, la prescrizione può essere effettuata dal ginecologo attivo presso un consultorio, al pronto soccorso ospedaliero, dal medico di base o dalla guardia medica. Va acquistata in farmacia ed assunta entro 72 ore dal rapporto, seguendo le modalità consigliate dal medico che ha prescritto il farmaco.

Quanto sopravvivono gli spermatozoi in vagina?


In condizioni ottimali (muco del periodo fertile)la sopravvivenza stimata degli spermatozoi è fino a 5 giorni. Pertanto anche i rapporti non protetti avuti fino a qualche giorno prima dell’ovulazione possono essere considerati fecondanti. La prescrizione comunque. Dati i possibili effetti collaterali anche gravi va fatta dal medico di fiducia della paziente che conosce profondamente il suo stato di salute. Ho notato variazioni nelle secrezioni vaginali/pruriti/arrossamenti/bruciori. Cosa può essere? Puoi trovare nella mia sezione “patologie ginecologiche” “cervico vaginiti”.

Ho notato bruciore/dolore durante i rapporti, da cosa può dipendere?


Potrebbe trattarsi di scarsa lubrificazione, oppure di una piccola infezione. Se il problema si ripresenta, eventualmente accompagnato da altri sintomi, consultare il proprio medico.

Cos’è il cancro al collo dell’utero?


Il cancro del collo dell’utero un tumore maligno che si forma nel punto in cui l’utero si immette nella vagina. Dapprima le cellule tumorali si moltiplicano a livello del collo dell’utero, poi possono progressivamente diffondersi nell’intero organo fino ad arrivare agli organi vicini, come ad esempio la parte finale dell’intestino, la vescica. Inoltre, esso può anche formare metastasi in organi più lontani, per esempio ai polmoni. Quali sono le cause del cancro del collo dell’utero? Quasi tutti i casi di cancro del collo dell’utero sono causati da forme specifiche di virus del papilloma umano (HPV). Esistono 300 tipi di HPV (tutti segnati con dei numeri) e di questi circa 15 sono cancerogeni. Nel 70-80% delle donne affette da cancro del collo dell’utero, si sono riscontrati virus HPV 16 e HPV 18. Vi sono altri tipi di HPV che possono causare cancro, ma quelli più frequenti sono i ceppi 16 e 18.

Come si contagia con il giro del papilloma umano?


Il virus del papilloma umano si trasmette soprattutto durante i rapporti sessuali, attraverso il semplice contatto con pelle o mucose genitali infetti. Si stima che oltre il 70% degli uomini e delle donne sessualmente attivi seconda acido nel corso della loro vita. Il rischio di infezione cresce rapidamente con l’aumentare del numero dei partner sessuali. In Svizzera i rischi di contagio è massimo tra i 16 e i 25 anni. La maggior parte delle infezioni guarisce spontaneamente e solo il 2-3% dei casi diventa cronica.

Quali misure esistono per la diagnosi precoce del cancro del collo dell’utero?


Per la diagnosi precoce importante continuare ad effettuare regolarmente presso lo studio del Pap test. Tramite lo striscio oncologico è possibile poter identificare le lesioni precancerose, ossia stati dei precursori del cancro del collo dell’utero che, in genere, possono essere curati. Terapie aggressive possono quindi essere evitate.

Quali misure esistono per prevenire l’infezione da HPV?


Grazie alla vaccinazione il rischio di ammalarsi di cancro del collo dell’utero diminuisce notevolmente. Finora le possibilità di prevenire l’infezione da HPV erano limitate. La delegazione mondiale della sanità riconosce l’infezione da HPV il fattore più importante per l’insorgenza del cancro del collo dell’utero.

I vaccini proteggono solo contro alcuni tipi di virus HPV. I restanti sono tutti pericolosi?


No degli oltre 100 tipi di virus HPV identificati, circa 15 sono cancerogeni. Sono il tipo 16 e 18 a causare la maggior parte dei cancrii del collo dell’utero. Altri 10 tipi causa dei condilomi (verruche genitali, creste di gallo). I restanti virus HPV sono senza significato clinico, nel senso che il caso non infezione senza sintomi e che guarisce spontaneamente.

Quanto dura la protezione data dal vaccino?


Gli studi hanno mostrato la stabilità del numero di anticorpi anche cinque anni dopo la vaccinazione, si può quindi supporre che la protezione durerà ancora per diversi anni. Attualmente non sono raccomandati iniezioni di richiamo, la loro necessità deve essere ancora valutata.

Cosa è l’ovaio micropolicistico ?


La micropolicistosi ovarica è una disfunzione ormonale cronica caratterizzata da un eccesso di androgeni e dalla riduzione o assenza della capacità ovulatoria dell’ovaio. L’assenza di ovulazione causa le irregolarità mestruali, mentre l’eccesso di androgeni è alla base dei tipici sintomi e segni accessori che fanno sospettare questa sindrome: acne, irsutismo, sovrappeso, ipertensione. In presenza di più segni di sospetto tra quelli appena enunciati è corretto effettuare una valutazione ecografica delle ovaie che deve essere sempre comunque accompagnata anche da una valutazione clinica e dall’analisi di alcuni dosaggi ormonali.

Aborto

interruzione volontaria o involontaria della gravidanza prima del 180° giorno di amenorrea. Si distinguono un aborto spontaneo e un aborto provocato.

Amenorrea

assenza del flusso mestruale, classificabile in primaria qualora si manifesti entro i 16 anni, e secondaria dopo tre mesi di sospensione del ciclo in età fertile.

Nel primo caso, l’amenorrea può essere dovuta a malformazioni anatomiche (imperforazione dell’imene, malformazioni congenite dell’utero o della vagina, insufficienza ovarica), a lesioni ipotalamiche o ipofisarie.

Nel secondo caso, invece, può essere causata da disfunzioni ormonali o malattie generali. L’amenorrea fisiologica, infine, è legata alle situazioni di gravidanza, allattamento, menopausa, ed è l’unica che non richiede l’intervento di uno specialista.

Amniocentesi

intervento per prelevare del liquido amniotico al fine di valutare il corredo cromosomico del feto.

L’amniocentesi precoce permette di diagnosticare alcune malattie su base ereditaria, come per esempio sindrome di Down, le emoglobinopatie e le malformazioni del sistema nervoso.

Questo tipo di esame è consigliato solo se ci sia effettivamente la possibilità che il feto sia colpito da una di queste patologie.

L’amniocentesi dopo la ventesima settimana serve invece per diagnosticare la maturità del feto.

Annidamento

Impianto dell’uovo nell’utero dopo pochi giorni dalla fecondazione.

Candidosi

infezione causata da funghi del genere Candida, più frequentemente dalla specie Candida albicans. Questa si riscontra abitualmente nel cavo orale, nella vagina e nel tratto gastrointestinale; in particolari condizioni può diventare infettante determinando la malattia. Tali condizioni sono rappresentate da fattori locali (umidità; macerazione cutanea; terapie locali con antibiotici e cortisonici) e fattori generali (uso prolungato di cortisonici, antibiotici, immunosoppressori; diabete, tumori, malattie debilitanti, deficit immunologici, gravidanza). Spesso la candidosi può essere la sola manifestazione di un diabete mellito non diagnosticato. Candida albicans penetra nell’organismo attraverso una ferita delle mucose o della cute. Le sedi cutanee maggiormente interessate sono gli spazi interdigitali delle mani e dei piedi, gli angoli della bocca, le pieghe cutanee, il tessuto periungueale (e solo in un secondo tempo l’unghia). Interessa la mucosa orale con la frequente infezione, detta mughetto, caratteristico del bambino. Determina, inoltre, vulvovaginiti (emissione di secrezione biancastra) e balanopostiti, anche a trasmissione sessuale. Le candidosi si manifestano con intenso eritema, fissurazioni simili a ragadi, erosioni, variamente rappresentate a seconda della sede interessata; sono presenti prurito di variabile intensità, bruciore vivo e dolore. Le candidosi tendono a cronicizzare e le recidive sono frequenti. La diffusione nel sangue può portare ad ascessi polmonari, endocarditi, meningiti, ascessi cerebrali, spesso causa di morte dei pazienti immunodepressi. La terapia consiste nell’eliminazione delle cause favorenti e in un corretto trattamento antimicotico locale e generale.

Cervice

in anatomia può indicare sia il collo dell’utero sia la parte posteriore del collo.

Legatura delle tube

Resezione tramite legatura o elettrocoagulazione, delle salpingi (o tube) uterine.

Agisce impedendo il passaggio dell’ovulo nella cavità uterina, quindi non altera il quadro ormonale, non altera il ciclo mestruale, non blocca l’ovulazione.

Ciclo Mestruale

Insieme dei cambiamenti che riguardano la mucosa uterina, durante il periodo fecondo femminile.

La sua manifestazione più evidente è la mestruazione, che è collegata al processo di ovulazione.

Questo processo è regolato a livello ormonale da ipotalamo, ipofisi e ovaie.

Il ciclo ha normalmente una durata di 28 giorni e può essere suddiviso in tre fasi: la fase mestruale corrisponde alla durata del flusso mestruale (da 3 a 6 giorni); nella fase proliferativa aumenta lo spessore dell’endometrio grazie agli estrogeni prodotti dal follicolo ovarico (dal sesto al quattordicesimo giorno); nella fase secretoria infine abbiamo la proliferazione dele ghiandole endometriali a opera del progesterone, prodotto dal corpo luteo in seguito all’ovulazione (dal quindicesimo al ventottesimo giorno).

Se è avvenuta una fecondazione l’uovo si impianta, altrimenti la mucosa uterina attraversa una fase ischemica premestruale.

Formazioni di tipo benigno o maligno dell’ovaio con contenuto liquido o corpuscolato.

Distinguiamo tra cisti ovariche follicolari (piccole, multiple) e cisti ovariche luteiniche (grandi, singole).

Possono essere scoperte causalmente durante una  visita dal ginecologo, oppure dar luogo a dolori addominali e alterazioni mestruali.

Vi si interviene in modo farmacologico o chirurgico a seconda dei casi.

In caso di ovaio policistico, le cisti interessano tutto l’ovaio.

Le cisti ovariche possono comportare amenorrea e sterilità.

Annessite

Infiammazione degli annessi dell’utero: può riguardare ovaie e salpingi o tube. Detta anche salpingovarite può essere acuta, sub acuta o cronica.

L’annessite acuta è caratterizzata da dolori al basso ventre che spesso si irradiano fino alla regione lobo-sacrale. Questi dolori si intensificano con i movimenti e i rapporti sessuali, Altri sintomi sono senso di tensione ai muscoli addominali e irregolarità mestruali e febbre.

L’annessite acuta può dare luogo a una serie di manifestazioni subacute che con il passare del tempo rendono cronica la patologia.

Esiste un tipo di annessite cronica causata da piogeni e colibacilli che evolve lentamente con assenza di febbre. È caratterizzata da senso di peso doloroso al bacino, irregolarità mestruali, leucorrea, astenia, febbricola.

L’annessite subacuta tubercolare spesso coesiste con altri focolai tubercolari in evoluzione.

Il trattamento della forma acuta è essenzialmente antibiotico; per l’annessite cronica dopo un trattamento antibiotico specifico, si prescrive anche una terapia fisioterapica e disinfiltrante.

Cervicite

Infiammazione della mucosa del collo dell’ utero. Oltre a un senso di continuo fastidio il principale sintomo è la secrezione di muco e pus.

Climaterio

Sindrome caratterizzata da trasformazioni endocrine somatiche e psichiche dovuta all’involuzione fisiologica delle ghiandole sessuali.

Il climaterio è differente per maschi e femmine e per entrambi non esiste una definizione univoca.

Nelle donne  si può definire climaterio il periodo che intercorre tra l’ultima mestruazione regolare e la definitiva cessazione delle mestruazioni (menopausa), ma altre definizioni indicano un periodo che oltrepassa la fine delle mestruazioni e che termina solo dopo la cessazione di particolari sintomi.

Questi sono vari, e soggettivi. In generali si parla di disturbi vasomotori, nervosi ed endocrini.

Non esiste una terapia a meno che la sindrome non porti a grossi problemi psico-attitudinali. Il ricorso a estrogeni per mezzo di cerotti o compresse, consente di evitare il disagio psicofisico.

Il climaterio maschile viene definito come il progressivo diminuire delle funzioni sessuali nell’uomo, non esiste un epoca fissa e non si svolge in un periodo definito.

Gravidanza extrauterina

o gravidanza ectopica: gravidanza in cui l’ embrione si impianta al di fuori della normale sede uterina. L’incidenza è di 1 su 200 gravidanze circa e nel 98% dei casi l’impianto avviene a livello delle tube (gravidanza tubarica), il cui lume è tuttavia troppo ristretto per accogliere un sacco gestazionale in via di sviluppo: si ha così aborto o rottura tubarica. La gravidanza ovarica è un evento raro, che evolve di solito verso un aborto precoce, con emoperitoneo. Molto raramente una gravidanza extrauterina si impianta in un’area meno consueta della cavità uterina: si parla di gravidanza angolare, quando l’uovo fecondato si annida a livello dell’angolo utero-tubarico, e di gravidanza cervicale quando l’annidamento avviene a livello della mucosa del canale cervicale; entrambe si concludono con l’aborto, generalmente prima della 20a settimana. Infine, si può avere una gravidanza addominale, anch’essa destinata a non proseguire (possibile ascesso e peritonite, con successiva mummificazione o calcificazione del feto). Nel caso della gravidanza tubarica, sono presenti i segni caratteristici della gravidanza accompagnati da dolori addominali e perdite ematiche. In genere verso il secondo mese si ha la morte dell’uovo (aborto tubarico), con aumento del dolore e metrorragia. In alcuni casi, come abbiamo già detto, l’aumento di volume dell’embrione provoca la rottura della tuba, con spandimento di sangue nella cavità peritoneale (emoperitoneo) e shock. Le gravidanze extrauterine rappresentano una importante causa di morbilità e mortalità materna. Le probabilità di avere una gravidanza extrauterina sono aumentate nelle donne con infertilità prolungata, malattia infiammatoria pelvica, sterilizzazione, precedente gravidanza extrauterina, intervento chirurgico sulle tube o nelle donne che sono portatrici di spirale o sottoposte a trattamento di fertilizzazione in vitro. La salpingectomia (asportazione della salpinge, cioè della tuba) viene utilizzata come trattamento standard. Recentemente, le diagnosi più precoci, prima dell’aborto tubarico o della rottura della tuba, con un esame ecografico e il dosaggio delle beta-hCG, hanno portato a un trattamento medico o laparoscopico che preservano la tuba.

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