Pietro Sarcinella – Studio  Sant'Elmo Ginecologo Napoli
Diversità psico sessuali

Che significato hanno?

 

Androginia = combinazione  di caratteristiche fisiche maschili con altre più tipicamente femminili nella stessa persona. Tale condizione è dovuta ad un problema intervenuto durante lo sviluppo embrionale e fetale. Può riflettere anomalie delle gonadi o anomalie dell’apparato genitale interno, esterno o alterato metabolismo endocrino durante il periodo gestazionale.

 

Ermafroditismo = termine tecnico che, “in zoologia e in botanica, indica la presenza contemporanea in un individuo di apparati e caratteri sessuali maschili e femminili che produce comportamenti differenti a seconda delle specie in cui si manifesta e la modalità riproduttiva tipica delle specie interessate”. L’organizzazione riproduttiva delle lumache e delle ostriche, ad esempio, si definisce ermafroditismo (fa riferimento al concetto biologico d’intersessualità fisica) e non androginia.

Il mito racconta che la completezza autosufficiente rese gli umani così arroganti da immaginare di dare la scalata all’Olimpo, e Zeus (non volendo distruggerli per non privare l’Olimpo dei loro sacrifici), separò ciascuno di loro in due metà, riducendo gli androgini a solo maschio e solo femmina.

 

Omosessualità = è la condizione in cui si accetta la propria struttura anatomica e si desidera conservarla al fine di poterla utilizzare con altro soggetto dello stesso sesso.

Il termine omosessualità e’ la traduzione italiana della parola tedesca Homosexualitat (creata fondendo il termine greco “omoios”, che vuol dire “simile”, e il termine latino “sexus”, che vuol dire “sesso”), dalla quale poi sono derivate le traduzioni in tutte le altre lingue.

 

Transessualità = si definisce il senso di disagio e contrasto nei confronti del proprio sesso anatomico con il desiderio di sbarazzarsene e vivere come l’altro sesso.Deve avere almeno una durata di  due anni e non devono essere presenti anomalie genetiche e non collegamento con patologie mentali. Il transessuale è una persona affetta da disturbo dell’identità di genere, la cui identità sessuale fisica non e’ corrispondente alla condizione psicologica dell’identità di genere maschile o femminile e che, sovente, persegue l’obiettivo di un cambiamento del proprio corpo, attraverso interventi medico-chirurgici

 

Eterosessualità =  si intende l’attrazione e quindi la preferenza sessuale verso individui dell’altro sesso.

 

Etero deriva dal greco heteros, che significa “differente”, mentre sessualità deriva dal latino sexus.

 

Gay =  e’ un termine importato dalla lingua inglese ed e’ sinonimo di omosessuale. La radice di questa parola e’ quella dell’antico francese (piu’ esattamente, provenzale) gai: “allegro”, “gaio”, “che da gioia” (come “lo gai saber”, “la gaia scienza”, che per i trovatori e’ la scienza d’Amore) che passo’ in inglese come gay.

 

Lesbica = il termine indica una donna con orientamento sessuale e affettivo nei confronti di altre donne.

Il termine deriva dall’isola di Lesbo, dove visse la poetessa Saffo nel VII secolo a.C., che nei suoi versi esaltò la bellezza della femminilità e dell’eros tra donne.

 

Bisessualità = Si definisce l’orientamento sessuale di un soggetto che trae piacere nell’avere rapporti sessuali e/o prova sentimenti erotico-affettivi con persone sia dello stesso che dell’altro sesso. Tali rapporti possono, in generale, essere accompagnati da fantasie erotiche, atteggiamenti e stili di vita specifici.

 

Pansessualità = (dal prefisso greco pan-, “tutto”) e’ un orientamento sessuale caratterizzato da una potenziale attrazione (estetica, sessuale o romantica) per qualcuno indipendentemente dal suo sesso biologico o identità di genere. Questo include una potenziale attrazione per persone che non rientrano nella concezione binaria di maschio/femmina, implicita nell’attrazione bisessuale.

L’identità di genere e’ il modo in cui un individuo percepisce il proprio genere (maschio o femmina) e nel quale si identifica: questa consapevolezza interiore porta a dire “io sono uomo” o “io sono donna”.Secondo i ricercatori, l’identità di genere puo’ avere origini biologiche, tra cui lo sviluppo e i fattori ormonali durante la gestazione, e venire in seguito influenzata dall’ambiente sociale e culturale in cui nasce il bambino o la bambina, per poi consolidarsi dopo i due anni di età. Non c’e’ comunque un’età precisa e risulta molto variabile anche l’età in cui potrebbero sorgere eventuali problemi legati all’identità di genere.

 

Trans =  e’ in pratica una persona che non si sente nel corpo giusto: una donna con un corpo da uomo oppure un uomo con un corpo da donna.

Questa condizione rientra nell’identità di genere della persona (percezione di se’) e non ha nulla a che vedere con l’orientamento sessuale; un trans puo’ essere quindi attratto da persone dell’altro sesso (e quindi avere un orientamento eterosessuale) o da persone dello stesso sesso (e quindi avere un orientamento omosessuale).

 

Transgenderismo = dall’inglese “transgender”, che attraversa i generi. E’ un termine che si utilizza sempre piu’ spesso e che comprende non solo le persone transessuali, le quali si identificano interamente nel sesso opposto al proprio sesso genetico, ma anche coloro cui le definizioni “uomo” e “donna” stanno strette, dove l’identità di genere di una persona non e’ una realtà duale “maschio/femmina”, ma un continuum di identità ai cui estremi vi sono i concetti di “maschio” e “femmina”.

Il termine “transgender” viene usato come sinonimo di “transessuale”, sovrapponendosi ad esso. La ragione e’ da trovarsi nel fatto che il termine “transessuale” e’ di per se’ impreciso, se non errato dal punto di vista clinico. In realtà qualsiasi persona operi una transizione sessuale, agisce sul “gender” (sul genere sessuale) e non sul sesso che, allo stato attuale delle conoscenze scientifiche, e’ e resta immutabile.

Nella terminologia psicologica, psichiatrica, endocrinologica e legale il termine “transgender” viene utilizzato in termini semplificativi per indicare una persona transessuale non operata ai genitali. Secondo questa accezione del termine quindi transgender diventa un termine per indicare solamente una sottocategoria delle persone transessuali, e per separare il/la transessuale operato/a (ai genitali) da quello/a non operato/a.

 

Intersessuale = in passato erano detti ermafroditi.

 

Travestito = Il termine travestito viene riferito soprattutto alle persone di sesso biologico maschile che amano vestirsi da donna nell’intimita; secondo la psicologia il travestitismo denota un’esigenza erotica, ma puo’ essere un primo passo verso la presa di coscienza della parte femminile (o maschile) presente in ciascuno.

Al termine “travestito”, troppo carico di connotazioni negative, si preferisce crossdresser (CD).

 

Crossdressing = indica tutte quelle situazioni in cui, per ragioni anche molto diverse tra loro, si utilizzano indumenti e atteggiamenti dell’altro sesso. Anche le persone transessuali vivono una fase di travestitismo prima della transizione. Agli occhi esterni, esse sono travestiti quando il contrasto tra corpo e psiche e’ ancora evidente e gli abiti sono già quelli del sesso d’arrivo, ma in realtà una persona trans si sente travestita quando e’ costretta a indossare panni del sesso biologico.

 

Drag king = la controparte femminile delle drag queen. Sono persone geneticamente femmine che si travestono da uomini in modo esagerato e caricaturale, ma anche qui sempre spettacolare.

E’ evidente che sia le queen che i king sentono in maniera profonda la propria parte femminile o maschile che preme per uscire all’esterno, e ironia e autoironia sono mezzi utilizzati per esorcizzare un contrasto interiore e con la società.

Le drag queen e i drag king possono essere fatti rientrare nell’universo transgender perche’ anche loro attraversano i generi, sovvertendo regole e stereotipi.

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