Pietro Sarcinella – Studio  Sant'Elmo Ginecologo Napoli
Parto spontaneo

È l’espulsione spontanea del feto e dei suoi annessi dall’utero materno. Il parto “a termine” si verifica abitualmente 275-295 giorni dopo l’ultima mestruazione.

Indipendentemente dalle statitistiche e pareri decisamente diversi della varie scuole di pensiero, è molto importante chiarire quali possano essere le eventuali complicazioni del parto spontaneo, complicazioni del resto che sono note e che non devono rappresentare motivo di apprensione per la donna che deve partorire ma solo una acquisizione di conoscenza.
Ogni gravidanza ha una storia a sé e quindi sia la futura mamma sia il ginecologo hanno il dovere di valutare serenamente le modalità del parto.
Mai come in questo caso il fine giustifica i mezzi, ovverossia il benessere sia per la gravida che per il neonato che non ha ancora la capacità di intendere e volere e che quindi si affida totalmente al buon senso della madre e alla professionalità del ginecologo.

 

Informativa per le pazienti gravide

  • Possibili complicanze in caso di parto vaginale non operativo

Complicazioni possibili per il neonato

  • Lesioni del plesso brachiale (paralisi ostetrica dell’arto superiore)
  • Emorragia cerebrale
  • Asfissia di vario grado con sofferenza crebrale conseguente ad anossia in fase espulsiva
  • Infezioni respiratorie da inalazione di meconio o sangue materno
  • Morte dovuta a distacco intempestivo di placenta durante il travaglio espulsivo

Complicazioni possibili per la madre

  • Antonia uterina con emorragia profusa
  • Rottura dell’utero
  • Lesioni traumatiche del canale del parto (cervice uterina e vagina) con possibile cistorettocele e/o prolasso uterino
  • Esiti cicatriziali da episiotomia ed episorrafia, con dispereunia (dolore durante il rappporto sessuale)
  • Embolia di liquido amniotico (polmonare o cerebrale)

Ed ora una sequenza animata di ciò che avviene durante un parto

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