Pietro Sarcinella – Studio  Sant'Elmo Ginecologo Napoli
Sessuologia

Il vaginismo è un disturbo sessuale che si manifesta sia a livello fisico-psicosomatico, sia a livello psicologico ed emotivo. Sul versante corporeo il disturbo consiste in una contrazione riflessa e involontaria dei muscoli del perineo, della vulva, dell’orifizio vaginale tale da impedire la penetrazione necessaria al coito e spesso anche durante l’esame ginecologico. Sul versante psicologico si riscontra un vissuto fobico e di evitamento nei confronti dell’atto penetrativo.

Questo riflesso che causa un improvviso irrigidimento dei muscoli vaginali (il terzo esterno della vagina), rende di fatto impossibile la penetrazione sessuale o comunque difficile e dolorosa (Dispareunia); la gravità del disturbo può variare di molto da persona a persona. Il processo di reattività corporea che caratterizza il vaginismo può essere paragonato al riflesso dell’occhio che chiude la palpebra quando un oggetto viene avvicinato ad esso. Da un punto di vista psicologico si configura una vera e propria fobia per l’atto penetrativo con le conseguenti reazioni di ansia ed evitamento. Spesso è riscontrabile la convinzione irrazionale di avere una vagina troppo piccola per poter affrontare un rapporto sessuale. La maggior parte delle donne che soffrono di vaginismo presentano una intatta eccitazione sessuale e possono raggiungere l’orgasmo attraverso la stimolazione del clitoride o il petting. partner delle donne affette da vaginismo possono essere indotti a pensare che le stesse non provino attrazione sessuale ma sono invece scoraggiate dal dolore che insorge ogni volta che viene tentata una penetrazione. Questo disturbo non comporta conseguenze serie a livello fisico, a meno che la persona che ne soffre non stia cercando con insistenza di avere un rapporto sessuale completo, ma può causare estrema sofferenza dal punto di vista emotivo e relazionale soprattutto se si vive una relazione di coppia incentrata sull’idea che il sesso e il sesso penetrativo siano importanti.

Tra i diversi fattori che possono contribuire all’origine del vaginismo possono esservi ricordi traumatici legati ai primi tentativi di penetrazione, esperienze passate di abuso sessuale e più in generale caratteristiche della storia di vita sessuale della donna. In un’alta percentuale di casi tuttavia l’origine del vaginismo è indipendente da esperienze vissute nel passato e si associa invece a caratteristiche individuali riguardanti la gestione delle emozioni e il rapporto con la corporeità.Sul versante dei vissuti inconsci possono esservi conflittualità inerenti all’espressione della propria femminilità adulta e il rapporto con il maschile. Tra i fattori educativi che possono contribuire all’origine del vaginismo può esservi la colpevolizzazione della sessualità e la creazione di aspettative riguardanti un dolore intenso associato al primo rapporto sessuale e alla perdita della verginità. In alcuni casi può esservi l’innescarsi di un circolo vizioso, che parte da una iniziale rigidità muscolare associata al timore del dolore e alla conseguente impossibilità del rapporto, con conferma del dolore stesso e si sviluppa in un vero e proprio atteggiamento fobico e corporeo, con le caratteristiche proprie del vaginismo.

TERAPIA

Uno dei trattamenti possibili del vaginismo è la terapia sessuologica o psicosessuologica. Il sessuologo in questo approccio terapeutico integra il colloquio psicoterapeutico con uno specifico training nella gestione della risposta muscolare attraverso tecniche di rilassamento autogeno e di modulazione dei processi psicofisiologici insieme al possibile utilizzo di esperienze terapeutiche strutturate (homeworks) da esercitare nel privato con riferimento ai principi classici della terapia sessuale[ In presenza di un rapporto di coppia stabile è spesso importante il coinvolgimento del partner in alcune fasi della terapia pur restando un’opzione efficace il trattamento individuale per le single e quando le circostanze lo richiedano.

un po’ di chiarezza

 

Innanzitutto cos’è l’orgasmo?

 

E’ un complesso evento psicofisiologico, di breve durata, che costituisce l’acme dell’eccitamento sessuale ed è accompagnato da un particolare stato di coscienza, intensamente piacevole: raggiunto in seguito a stimolazioni erotiche sia somatiche che psicologiche, è caratterizzato da una serie di azioni neuromuscolari non controllate dalla volontà, che culminano per l’uomo nell’eiaculazione e per la donna in contrazioni perivaginali e altri fenomeni motori e secretori riflessi, determinando la risoluzione delle tensioni sessuali.

 

Il desiderio sessuale  si manifesta fisiologicamente per un aumento di un neurotrasmettitore che si chiama “dopamina“, la diminuzione della “serotonina” ed un aumento del GnRh, molecola che regola sistema riproduttivo. Tutti prodotti dal cervello. Per arrivare all’orgasmo bisogna attraversare la fase dell’eccitazione, quella del plateau. Dopo l’orgasmo si ha la fase della risoluzione seguita da quella della soddisfazione.

 

Il piu’ completo studio delle reazioni fisiologiche degli organi sessuali, indirizzato principalmente ai fenomeni dell’eccitazione, del piacere e dell’orgasmo, è dovuto a Masters e Johnson, iniziata nel 1954.

 

Kinsey e collaboratori nel 1953 misero in evidenza i fenomeni che stanno alla base delle risposte dell’organismo stimolato sessualmente.

 

Masters e Johnson osservarono piu’ di 10.000 cicli di risposte sessuali, ottenute mediante la masturbazione ed il coito artificiale. Oltre che alle modificazioni degli organi genitali, venivano registrati il ritmo respiratorio, l’elettrocardiogramma e misurate le variazioni di pressione arteriosa.

 

In realta’ la risposta sessuale e’ un processo continuo e riunito in un tutto omogeneo e tutte le fasi hanno durata variabile da persona a persona e variano anche da rapporto a rapporto e dalla variabilità dei partner.

 

Se l’atto sessuale giunge a termine, dopo l’orgasmo si ha una decongestione vascolare ed un forte calo della tensione sessuale (fase di risoluzione). Nell’uomo, dopo la eiaculazione intercorre un “periodo refrattario” più o meno lungo.

 

Nella donna il periodo refrattario è molto più breve. La donna e’  disponibile a piu’ orgasmi consecutivi (“orgasmo multiplo”).

 

Inoltre, a differenza dal maschio dove l’eiaculazione non puo’ piu’ essere interrotta per nessun motivo,  l’orgasmo femminile puo’ essere interrotto in qualsiasi momento, proprio perche’ non soggetto al fenomeno dell’inevitabilita’ eiaculatoria.

 

Un aspetto certamente da non sottovalutare è che la sessualità viene vissuta in “coppia”. Questo vuol dire che sia un un maschio che una femmina, ovvero un “uomo” o una “donna” visti nella loro integrità psico-fisica, hanno reazioni sessuali diverse a seconda del partner. E’ molto di moda, specialmente fra i giovanissimi, riferire questi fenomeni alla “chimica” dell’organismo. E’ pur vero che tutto il nostro corpo si comporta nel suo complesso attraverso fattori molecolari che interagiscono tra loro, ma penso che l’interazione sessuale tra due “umani” sia regolata da fenomeni più complessi che, pur basandosi, come tutto l’universo su fenomeni chimici, vanno studiati caso per caso, pur esistendo dei concetti fisiologici di base.

 

La consulenza sessuologica  è di vitale importanza e non può ridursi a semplice accertamento strumentale, ma estendersi necessariamente alla sfera psicosociale ed affettiva e spaziare in tutti i meandri dell’anima, movimenti molecolari presenti o meno.