Pietro Sarcinella – Studio  Sant'Elmo Ginecologo Napoli
Indagini ginecologiche

t7ngp8h8Lo studio del canale cervicale ha un ruolo importante nell’ambito della prevenzione dei tumori del collo dell’utero; la colposcopia può valutare lesioni confinate perlopiù all’esocervice, mentre con lo speculum endocervicale si può esaminare solo la porzione inferiore del canalecervicale, ma è evidente che lesioni estese, o situate più in alto possono sfuggire.

Quindi una valutazione dell’endocervice si rende indispensabile nei casi in cui la giunzione squamocolonnare risale nel collo dell’utero, evento quest’ultimo tutt’altro che raro, come confermato da alcune ricerche ove si evidenzia che tale fenomeno può interessare anche il 20% delle donne in età fertile , per non parlare, peraltro, delle donne in postmenopausa. Vi è,poi, la problematica legata all’adenocarcinoma in situ dell’endocervice uterina la cui frequenza è praticamente raddoppiata negli ultimi decenni 2,3:è possibileche questo fenomeno sia anche dovuto al più largo impiego dei contraccettivi orali, che avrebbero un certo ruolo nello sviluppo di questa neoplasia, che,secondo alcuni studi, raddoppia la sua frequenza dopo circa 5 anni di assunzione dei contraccettivi orali e la quadruplica dopo circa 10 anni; inoltre alcune osservazioni suggeriscono, per questo tipo di tumore, la possibilità di una sua rapida progressione essendo stati osservati piccoli carcinomi invasivi in assenza, o non evidenza, di adenocarcinomi in situ; l’invasione avviene, di solito, a livello della giunzione squamocolonnare, va però segnalato che la sua variante endometrioide pur avendo la stessa istogenesi può originare in un punto più alto del canale cervicale e pertanto può sfuggire ad un esame colposcopico; è, quindi, una patologia di difficile inquadramento e c’è chi propone, per una diagnosi precisa, la conizzazione del collo dell’utero, con un numero adeguato di sezioni istologiche sul materiale prelevato ; l’alternativa è rappresentata da un accurato studio dell’endocollo.Un altro aspetto importante, legato alla patologia del canale cervicale, è rappresentato dal riscontro di cellule AGUS al Pap-test e alla loro origine da lesionisituate nell’endocervice, ma anche a livello dell’endometrio e della cervice uterina; a tale proposito da più parti si è suggerito di integrare la colposcopia con eventuale biopsia mirata anche con un curettage del canale cervicale (ECC), soprattutto nel caso si tratti didonne anziane; alcuni autori suggeriscono che la presenza di cellule AGUS vada considerata come un marcatore di importanti neoplasie ginecologiche.

É stato segnalato che nei successivi follow-up cui vengono sottoposte le pazienti che presentano positività per queste cellule, vengono rilevate, con tassi percentuali significativi, lesioni clinicamente rilevanti, rappresentate essenzialmente da adenocarcinomi endometriali e da H-SIL . In una percentuale abbastanza elevata didonne che presentano cellule AGUS al Pap-test si possono riscontrare lesioni di tipo displasico o neoplastico a carico dell’epitelio squamoso o ghiandolare dell’esocervice, dell’endocervice, dell’endometrio e si raccomanda, all’uopo, come corretta pratica clinica, di valutare queste pazienti con colposcopia e ECC.
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Già negli anni ottanta veniva segnalata l’eventualità che anche di fronte ad un esame colposcopico definito come soddisfacente vi era la possibilità di rilevare con l’ECC una displasia del canale cervicale e, per tali motivi, anche in lavori molto recenti lo si considera un utile esame complementare ; a conforto di taletesi vi sono studi che sostengono che l’ECC può avere un impatto notevole sulla diagnosi, e condizionerebbe il susseguente atteggiamento terapeutico, in una percentuale significativa di pazienti sottoposte a colposcopia per citologia anormale e/o SIL di alto o basso grado e andrebbe valutata, pertanto, in questi casi, la sua utilità in associazione ad un esame colposcopico di routine.

Lo studio del canale cervicale è utile anche nella valutazione dei carcinomi del corpo dell’utero; a tale proposito, in un lavoro giapponese, su una serie di 60 casi di cancro del corpo dell’utero si riscontrava che ben 18 pazienti (30% circa) avevano un coinvolgimento del canale cervicale; appare ovvio che un rilevo di questo tipo può modificare l’approccio terapeutico. Quindi appare chiaro che lo studio del canale cervicale è importante e questo spiega la frequente raccomandazione di studiare il canale cervicale con un curettage, oppure in alternativa con un brushing del canale che, secondo alcuni può essere ritenuto un’alternativa accettabile, ma pur sempre considerando l’ECC come metodo di prima scelta.

Il canale cervicale può essere studiato con la microcolpoisteroscopia, che risulta particolarmente utile nei casi di colposcopia insoddisfacente o che abbiano dato esito ad un ECC positivo; questa tecnica,però, non ha mai conosciuto una buona diffusione sia per la sua difficoltà di esecuzione sia perché richiede da parte dell’operatore un lungo training in campocitopatologico.

Riteniamo, sulla base della nostra esperienza, che, in alternativa, il canale cervicale possa essere studiato adeguatamente con l’endocervicoscopia, una nuova tecnica che può essere definita come una colposcopia dell’endocollo; infatti essa adotta i criteri diagnostici colposcopici, mentre richiede, per la sua esecuzione,lo strumentario dell’isteroscopia. É possibile una valutazione dell’esocervice, prima, e dell’endocervice, poi, fino all’istmo, completando infine l’indagine con l’esame della cavità uterina (isteroscopia); il tutto avviene nella stessa seduta e nel giro di pochi minuti. Come mezzo di contrasto, per evidenziare le eventuali lesioni tessutali, viene utilizzato l’acido acetico al 5%; in questo modo si ottengono quadri endocervicoscopici che sono del tutto sovrapponibili a quelli colposcopici. Si possono effettuare diagnosi accurate, anche con l’ausilio di biopsie guidate, per quasi tutte le patologie del canale cervicale.

Questo sito vuole fare il punto su alcune tecniche importanti per la prevenzione dei tumori del collo dell’utero e in particolare focalizzare l’attenzione sulla microcolposcopia.

 

La microcolposcopia è una tecnica che, avvalendosi di un particolare apparato ottico, il microcolpoisteroscopio di Hamou, permette di vedere le cellule anomale direttamente sul collo dell’utero e nel canale cervicale.

 

L’apparecchio è in pratica un endoscopio rigido di 4 mm. lungo 25 cm. con un angolo di campo di ben 90° con possibilità di visione sia panoramica, sia a diretto contatto con il tessuto, permette un ingrandimento da 1 a 150 volte. Quindi si ha una visione che va da quella di un normale colposcopio a quella di un microscopio ottico.

 

La microcolposcopia va effettuata quando dal Pap test e dalla colposcopia non si riesca a definire bene una lesione e quando si sospetti la presenza di cellule anomale all’interno del canale cervicale. Questa tecnica permette di descrivere le caratteristiche citologiche delle cellule, i margini e le dimensioni delle lesioni tracciando una vera e propria mappa topografica del tessuto anomalo. Dal punto di vista chirurgico si ha la possibilità di effettuare un trattamento più corretto e meno invasivo.

 

È il più prezioso mezzo di completamento del pap test. In pratica mentre quest’ultimo permette la valutazione delle cellule nel loro aspetto microscopico, la microfotocolposcopia, permette una valutazione del collo dell’utero nel suo insieme, Permette di vedere se le lesioni sono estese, se profonde, di che tipo sono, di sapere come intervenire, se è il caso di farlo, e di operare in maniera mirata. È facile da effettuare.
Simile come metodica al pap test, è indolore.

microfotocolposcopia

microfotocolposcopia

Gentile Dottor Sarcinella,
sono una ragazza di 20 anni il mio ginecologo mi ha diagnosticato una infezione da HPV facendomi una tipizzazione.Esiste una terapia per l’Hpv? Ed è possibile guarire spontaneamente? Il mio partner che accertamenti deve fare?


Attualmente la terapia con farmaci antivirali trova sostenitori ma non ci sono prove certe sulla loro reale efficacia. Si può guarire spontaneamente, senza alcuna terapia nel 25% dei casi, ed una volta guariti si acquista un immunità permanente contro il ceppo dal quale siamo guariti. Come in tutte le malattie sessualmente trasmesse il maschio si comporta da portatore, trasportando il virus da una donna all’altra con i rapporti sessuali. Per il partner maschile, per il momento, non si prevede nulla, se non la terapia sintomatica, cioè la comparsa di verruche virali.

Ho avuto un rapporto occasionale con una persona, che non rivedrò più e che non sa che sono rimasta incinta. Mio marito invece sa della gravidanza.Io non so quindi chi è il padre.Oltretutto ho avuto i due rapporti a distanza di due giorni.Come posso fare per sapere a chi attribuire la paternità?


La soluzione al suo problema esiste si tratta di effettuare un Test di di Attribuzione di Paternità mediante ibridazione al DNA-QF-PCR mediante villocentesi, esame che le consentirebbe di avere una risposta in 48 ore!

Con una visita, il ginecologo può accorgersi che una ragazza è vergine? E ancora come si effettua la visita in una ragazza vergine? Succede sempre di perdere sangue quando si perde la verginità? La verginità si può ricostruire con un intervento? E poi, dopo l’intervento ci si accorge che c’è stata una ricostruzione?


L’imene è una membrana che si trova all’ingresso della vagina, la sua presenza serve a prevenire le infezioni fino al giorno del primo rapporto sessuale.

Non sempre quando si ha il primo rapporto si può perdere sangue.Fino a poco tempo fa si pensava che ciò era dovuto esclusivamente alla presenza di un imene particolarmente elastico. A volte il sanguinamento avviene anche nei successivi rapporti, questo non significa che la verginità si perde piano piano, ma bensì che si è avuta una lacerazione un pò più profonda ed ogni volta che si hanno rapporti, la ferita si riapre e si ha il sanguinamento.

Quando una ragazza è vergine la visita ginecologica si effettua per via rettale.

Per quanto riguarda la ricostruzione chirurgica dell’imene, l’intervento consiste nel riavvicinare il margini dell’imene.

Altre tecniche più sofisticate di chirurgia plastica prevedono la cruentazione dei margini da saldare che vengono poi suturati con filo riassorbibile, ed è molto difficile accorgrrsi dell’intervento. La ricostruzione dell’imene è un intervento che trova indicazioni nelle situazioni di violenza, traumi, interventi chirurgici che provocano la perdita dell’integrità dell’imene, situazioni di disagio psicologico, infine situazioni di particolari necessità.

Veda comunque nella sezione “anatomia” di questo sito.

Prima di assumere la pillola devo fare esami e/o visite?


E’ sempre bene rivolgersi al ginecologo, che effettuerà una visita accurata, anche al seno e prescriverà le analisi necessarie e valuterà quale tipo di pillola prendere per evitare effetti collaterali e per escludere malattie o altri impedimenti.

Quando devo cominciare ad assumere la pillola anticoncezionale?


Si inizia ad assumere la pillola anticoncezionale il primo giorno di ciclo. Se si segue questa procedura la copertura contraccettiva è immediata.

Ho dimenticato di assumere una pillola? Cosa devo fare?


Assumere la compressa dimenticata al più presto. Se entro le 12 ore, la copertura contraccettiva è mantenuta.

E se ho dimenticato più pillole?


La copertura anticoncezionale non è valida. Aggiungere un profillattico.Consultare comunque il proprio ginecologo.

Vorrei ritardare il giorno delle mestruazioni.cosa devo fare?


Il problema è un po’ più complesso.Conviene rivolgersi al proprio ginecologo.

Ho preso medicinali durante l’assunzione della pillola. E se non vanno bene con la pillola?


E’ buona norma che il ginecologo prima di prescrivere la pillola,faccia presente alla paziente i farmaci che possono interferire.

Qual è il periodo fertile del ciclo? Durante le mestruazioni è possibile rimanere incinta?


Prima di tutto, per poter rispondere bisogna fare alcune considerazioni sul ciclo mestruale. Per fare un esempio prendiamo in considerazione un classico ciclo di 28 giorni: in questo ciclo classico avremo i primi giorni di ciclo, poi l’ovulazione all’incirca il 14 esimo giorno, per poi riavere la mestruazione dopo 28 giorni dall’inizio di quella precedente. In questo ciclo, il periodo fecondo è tra il 13° e il 14° giorno. Essendo di 3 giorni la vita degli spermatozoi, si potrebbe considerare il momento propizio per rimanere incinta (o a rischio se non si vuole avere una gravidanza) avendo rapporti sessuali dal 10° al 14° giorno. Negli altri giorni (per sicurezza dal 1° al 9° e dal 17° al 28°) il pericolo non ci sarebbe. Ma usiamo il condizionale perchè non è questo un terreno di certezze! La realtà è molto diversa dalla teoria e, infatti, molti esseri umani sono nati seguendo questo metodo anticoncezionale, detto poi, di Ogino Knaus. Il vero problema risiede nella variabilità del comportamento umano, anche da un punto di vista fisiologico. I cicli mestruali non sono mai tutti perfettamente uguali, possono essere più lunghi oppure più corti. Da qui nasce il primo rischio perché si sposta anche il giorno dell’ovulazione. Senza poi contare che in alcuni cicli ci possono essere anche più ovulazioni. Per molte donne, poi, il momento di maggiore fertilità coincide col momento in cui la libido è più elevata; la programmazione dell’attività sessuale, ovvero l’astinenza dalla stessa nei giorni potenzialmente fertili, possono essere un grave inconveniente, in particolare per coppie che non convivono e che possono incontrarsi solo saltuariamente. Ho avuto un rapporto con coito interrotto. Posso essere incinta? Per quanto le possibilità possano essere basse, ci può essere questa eventualità. Fare un test a 15 gg dal rapporto. Si ricorda che ogni rapporto non protetto è potenzialmente a rischio,ovviamente i fattori che concorrono in un eventuale gravidanza sono molti, per cui tanto più si è vicini al periodo ovulatorio, quanto più le possibilità aumentano. Il coito interrotto NON è un metodo anticoncezionale. Consiste in un comportamento sessuale controllato da parte dell’uomo, che riesce ad arrivare all’orgasmo ma estrae il pene dalla vagina prima dell’eiaculazione. è il metodo più diffuso, ma la sua  efficacia è molto scarsa: 30% e più di fallimento ed è quindi sconsigliato.

Come devo fare per avere la pillola del giorno dopo? Entro quante ore va assunta?


In seguito ad un rapporto a rischio, la prescrizione può essere effettuata dal ginecologo attivo presso un consultorio, al pronto soccorso ospedaliero, dal medico di base o dalla guardia medica. Va acquistata in farmacia ed assunta entro 72 ore dal rapporto, seguendo le modalità consigliate dal medico che ha prescritto il farmaco.

Quanto sopravvivono gli spermatozoi in vagina?


In condizioni ottimali (muco del periodo fertile)la sopravvivenza stimata degli spermatozoi è fino a 5 giorni. Pertanto anche i rapporti non protetti avuti fino a qualche giorno prima dell’ovulazione possono essere considerati fecondanti. La prescrizione comunque. Dati i possibili effetti collaterali anche gravi va fatta dal medico di fiducia della paziente che conosce profondamente il suo stato di salute. Ho notato variazioni nelle secrezioni vaginali/pruriti/arrossamenti/bruciori. Cosa può essere? Puoi trovare nella mia sezione “patologie ginecologiche” “cervico vaginiti”.

Ho notato bruciore/dolore durante i rapporti, da cosa può dipendere?


Potrebbe trattarsi di scarsa lubrificazione, oppure di una piccola infezione. Se il problema si ripresenta, eventualmente accompagnato da altri sintomi, consultare il proprio medico.

Cos’è il cancro al collo dell’utero?


Il cancro del collo dell’utero un tumore maligno che si forma nel punto in cui l’utero si immette nella vagina. Dapprima le cellule tumorali si moltiplicano a livello del collo dell’utero, poi possono progressivamente diffondersi nell’intero organo fino ad arrivare agli organi vicini, come ad esempio la parte finale dell’intestino, la vescica. Inoltre, esso può anche formare metastasi in organi più lontani, per esempio ai polmoni. Quali sono le cause del cancro del collo dell’utero? Quasi tutti i casi di cancro del collo dell’utero sono causati da forme specifiche di virus del papilloma umano (HPV). Esistono 300 tipi di HPV (tutti segnati con dei numeri) e di questi circa 15 sono cancerogeni. Nel 70-80% delle donne affette da cancro del collo dell’utero, si sono riscontrati virus HPV 16 e HPV 18. Vi sono altri tipi di HPV che possono causare cancro, ma quelli più frequenti sono i ceppi 16 e 18.

Come si contagia con il giro del papilloma umano?


Il virus del papilloma umano si trasmette soprattutto durante i rapporti sessuali, attraverso il semplice contatto con pelle o mucose genitali infetti. Si stima che oltre il 70% degli uomini e delle donne sessualmente attivi seconda acido nel corso della loro vita. Il rischio di infezione cresce rapidamente con l’aumentare del numero dei partner sessuali. In Svizzera i rischi di contagio è massimo tra i 16 e i 25 anni. La maggior parte delle infezioni guarisce spontaneamente e solo il 2-3% dei casi diventa cronica.

Quali misure esistono per la diagnosi precoce del cancro del collo dell’utero?


Per la diagnosi precoce importante continuare ad effettuare regolarmente presso lo studio del Pap test. Tramite lo striscio oncologico è possibile poter identificare le lesioni precancerose, ossia stati dei precursori del cancro del collo dell’utero che, in genere, possono essere curati. Terapie aggressive possono quindi essere evitate.

Quali misure esistono per prevenire l’infezione da HPV?


Grazie alla vaccinazione il rischio di ammalarsi di cancro del collo dell’utero diminuisce notevolmente. Finora le possibilità di prevenire l’infezione da HPV erano limitate. La delegazione mondiale della sanità riconosce l’infezione da HPV il fattore più importante per l’insorgenza del cancro del collo dell’utero.

I vaccini proteggono solo contro alcuni tipi di virus HPV. I restanti sono tutti pericolosi?


No degli oltre 100 tipi di virus HPV identificati, circa 15 sono cancerogeni. Sono il tipo 16 e 18 a causare la maggior parte dei cancrii del collo dell’utero. Altri 10 tipi causa dei condilomi (verruche genitali, creste di gallo). I restanti virus HPV sono senza significato clinico, nel senso che il caso non infezione senza sintomi e che guarisce spontaneamente.

Quanto dura la protezione data dal vaccino?


Gli studi hanno mostrato la stabilità del numero di anticorpi anche cinque anni dopo la vaccinazione, si può quindi supporre che la protezione durerà ancora per diversi anni. Attualmente non sono raccomandati iniezioni di richiamo, la loro necessità deve essere ancora valutata.

Cosa è l’ovaio micropolicistico ?


La micropolicistosi ovarica è una disfunzione ormonale cronica caratterizzata da un eccesso di androgeni e dalla riduzione o assenza della capacità ovulatoria dell’ovaio. L’assenza di ovulazione causa le irregolarità mestruali, mentre l’eccesso di androgeni è alla base dei tipici sintomi e segni accessori che fanno sospettare questa sindrome: acne, irsutismo, sovrappeso, ipertensione. In presenza di più segni di sospetto tra quelli appena enunciati è corretto effettuare una valutazione ecografica delle ovaie che deve essere sempre comunque accompagnata anche da una valutazione clinica e dall’analisi di alcuni dosaggi ormonali.

Ognuna di queste malattie merita una attenta attenzione da parte del ginecologo che valuterà attentamente caso per caso gli accertamenti da effettuare e le relative terapie.

  • Gonorrea
  • Sifilide
  • Chlamydia trachomatis
  • Ureaplasma urealyticumè
  • Mycoplasma genitalis e Mycoplasma hominis
  • Trichomonas vaginalis
  • Virus del papilloma umano o HPV che può dare, a seconda del sierotipo, condilomi o essere cause dirette del carcinoma della cervice uterina, come lo sono gli HPV 16 e 18
  • HSV 1 e 2, i virus erpetici
  • AIDS, dovuta a infezione da retrovirus HIV
  • Epatite C
  • Epatite B

Le infezioni genitali sono una evenienza piuttosto frequente nella donna e sono causa di fastidiosi disturbi.
Alle volte, ma fortunatamente solo alcune di esse (Chlamydia, Gonorrea ecc.), possono determinare complicanze piuttosto serie come ad esempio l’infertilità.
La diagnosi può avvenire mediante visita (ad esempio per la Candida), mediante striscio a fresco (ad esempio per la Candida e per il Trichomonas), oppure mediante tamponi vaginali mirati.
I sintomi e la terapia da effettuare dipenderanno dalla natura dell’agente patogeno.
In base alla localizzazione dell’infezione si parla di vulviti (infezione della vulva ovvero dei genitali esterni) vaginiti (infezione della vagina), cerviciti (infezione della cervice uterina), endometriti (infezione dell’endometrio), annessiti (infezione delle ovaie e/o tube).
Le annessiti possono comportare alterazioni permanenti delle tube determinando così, in un certo numero di casi, una sub-fertilità o una infertilità.
Le malattie sessualmente trasmesse sono prevenibili mediante utilizzo di contraccettivi di barriera (preservativo). La pillola anticoncezionale non protegge da tali infezioni.
Di seguito sono riportate le più frequenti infezioni genitali.

 

Candidosi

Cause e complicanze

La Candida (che può essere di tipo albicans, glabrata, krusei, ecc.) è un fungo che vive normalmente nell’ambiente vaginale. In alcune condizioni (stress, abbassamento delle difese immunitarie, uso di antibiotici) prolifera scatenando un’infezione.
L’infezione può venire contratta anche con rapporti sessuali non protetti con un partner infetto.
L’infezione può interessare esclusivamente la cervice uterina, la vagina e/o i genitali esterni (cervicite, vaginite, vulvite).
L’infezione è molto frequente e tende a recidivare.

Sintomi

Prurito intenso, bruciore, perdite biancastre (simili a ricotta).

 

Trichomonas vaginalis

Cause e complicanze

Il Trichomonas è un microrganismo (un protozoo) che viene contratto generalmente con rapporti sessuali non protetti con un partner infetto. Esistono però anche più rare forme di trasmissione (asciugamani o indumenti intimi infetti, inquinamento dei servizi igienici ecc.).
L’infezione può interessare esclusivamente la cervice uterina e/o la vagina (cervicite, vaginite).
L’infezione è frequente e tende a recidivare.

Sintomi

Bruciore e prurito, perdite grigio-giallastre schiumose e fluide.
Talora possono esserci associati anche dispareunia (dolore durante i rapporti sessuali) e sintomi di infezione urinaria (bruciore alla mizione, minzione frequente ecc.)

 

Gardnerella vaginalis (vaginosi)

Cause e complicanze

La Gardnerella è un batterio che viene contratto generalmente con rapporti sessuali non protetti con un partner infetto. Esistono però anche più rare forme di trasmissione (asciugamani o indumenti intimi infetti, inquinamento dei servizi igienici ecc.).
La Gardnerella può anche essere presente in vagina senza dare alcun sintomo. In caso di riattivazione può dare i classici sintomi. L’infezione, per questa ragione, può non essere connessa direttamente ai rapporti sessuali.
L’infezione può interessare esclusivamente la cervice uterina e/o la vagina (cervicite, vaginite).
L’infezione è frequente e tende a recidivare.

Sintomi

Perdite grigio-verdastre o grigio-giallastre abbondanti e dense, tipicamente maleodoranti (odore di “pesce marcio”).
Assenza di bruciore e prurito.

 

Chilamydia trachomatis

Cause e complicanze

La Chlamydia è un batterio che viene contratto con rapporti sessuali non protetti con un partner infetto.
L’infezione può interessare la cervice uterina (cervicite) ma anche l’endometrio (endometrite) e le tube (salpingite/annessite).
Più raro l’interessamento dell’uretra (uretrite), dell’ano (proctite) e delle ghiandole del Bartolini (ghiandole poste a lato dell’introito vaginale).
L’eventuale interessamento delle tube può determinare danni che possono portare all’infertilità.
Nel maschio interessa l’uretra (uretrite), l’epididimo (epididimite) e la prostata (prostatite).

Sintomi

L’infezione da Chlamydia nel maschio è spesso asintomatica.
Nella donna può determinare perdite giallo-grigiastre e raramente bruciori e dispareunia (dolore durante i rapporti sessuali).
In fase avanzata di infezione (con annessite clinicamente manifesta) anche febbre e dolori addominali.
Assenza di prurito.

 

Germi comuni

Streptococchi, Stafilococchi, Escherichia Coli, Enterococchi, Mycoplasma, Ureaplasma, ecc.

Cause e complicanze

Le infezioni da germi comuni vengono contratte con rapporti sessuali non protetti con un partner infetto ma anche secondo altre modalità.
L’infezione può interessare la vagina (vaginite), la cervice uterina (cervicite) ma anche l’endometrio (endometrite) e le tube (salpingite/annessite).
L’eventuale interessamento delle tube può determinare danni che possono portare all’infertilità.

Sintomi

Le infezioni da germi comuni possono determinare perdite giallo-grigiastre.
In alcuni casi possono comparire bruciori e dispareunia (dolore durante i rapporti sessuali).
In fase avanzata di infezione (con annessite clinicamente manifesta) anche febbre e dolori addominali.

 

Gonorrea

Cause e complicanze

La gonorrea è determinata da un batterio detto Gonococco che viene contratto con rapporti sessuali non protetti con un partner infetto.
L’infezione può interessare la cervice uterina (cervicite) ma anche l’endometrio (endometrite) e le tube (salpingite/annessite).
L’eventuale interessamento delle tube può determinare danni che possono portare all’infertilità.
Possibile l’interessamento dell’uretra (uretrite), dell’ano (proctite) e delle ghiandole del Bartolini (ghiandole poste a lato dell’introito vaginale).
Nel maschio interessa l’uretra (uretrite), l’epididimo (epididimite) e la prostata (prostatite)

Sintomi

L’infezione da Gonococco nel maschio è spesso asintomatica.
Quando evidente si manifesta con uno scolo di materiale purulento dall’uretra.
Nella donna può determinare perdite giallastre purulenti, bruciori, prurito e dispareunia (dolore durante i rapporti sessuali).
In fase avanzata di infezione (con annessite clinicamente manifesta) anche febbre e dolori addominali.

 

Sifilide (LUE)

Cause e complicanze

La sifilide è determinata da un microrgasnismo detto Treponema Pallidum che viene contratto con rapporti sessuali non protetti con un partner infetto.
L’infezione può interessare inizialmente i genitali esterni e/o più raramente la vagina e la cervice (sifilide primaria) dando origine ad una tipica lesione (sifiloma primario) nodulare-ulcerativa.
Se non correttamente trattata o se non diagnosticata può estendersi ad altri distretti a distanza anche di anni (sifilide secondaria e sifilide terziaria)

Sintomi

La sifilide è spesso asintomatica e il sifiloma primario viene scoperto nel corso di una visita ginecologica.
Sintomi possibili sono il bruciore e la dispareunia (dolore durante i rapporti sessuali) in relazione alla sede della lesione.

 

Human Papilloma virus (HPV)

condilomavulvareIl papilloma virus umano o HPV (acronimo di Human Papilloma Virus) è un virus appartenente al gruppo dei papillomavirus. È un virus nudo, quindi senza pericapside, dotato di genoma a DNA circolare a doppio filamento. Appena entrato dentro le cellule fa esprimere alcuni geni detti “early” (indicati con la lettera E) che servono a modificare il metabolismo della cellula infettata per metterlo al servizio dell’HPV, il quale poco prima della fuoriuscita dalla cellula fa sintetizzare altre proteine dette “late” (indicate con la lettera L) che sono in particolare due proteine strutturali, che associandosi tra loro formano la struttura icosaedrica del capside virale (formato da 72 capsomeri). Le infezioni da HPV sono estremamente diffuse e possono causare malattie della pelle e delle mucose.

Le proteine precoci del virus hanno lo scopo di favorire la crescita e la divisione della cellula; HPV può infatti replicare solo nelle cellule in replicazione, in quanto non codifica per una sua DNA polimerasi e ha bisogno della polimerasi della cellula ospite (che viene sintetizzata nelle cellule in attiva divisione). Le cellule bersaglio del virus sono per questo gli epiteli della cute e delle mucose, che si rigenerano in continuazione. A seconda del luogo dell’infezione si avranno dunque verruche nella cute e papillomi nelle mucose. La patogenesi è dunque la crescita cellulare indotta dal virus negli strati basale e spinoso degli epiteli.

Si conoscono oltre 100 tipi di HPV, dei quali la maggior parte causa malattie non gravi, quali ad esempio le verruche cutanee. Alcuni tipi di HPV possono tuttavia causare tumori benigni quale il condiloma genitale e anche maligni quale il cancro al collo dell’utero, al cavo orale, all’ano, all’esofago , alla laringe . I condilomi, generalmente provocate dal virus HPV, sono delle escrescenze della pelle di tipo verrucoso che colpiscono di preferenza le zone genitali, sia nel maschio (glande, meno frequentemente sotto il prepuzio, corpo del pene e scroto) sia nella femmina (perineo, vulva, vagina e cervice uterina).

Tutti i tumori del collo dell’utero sono causati dall’HPV. I tipi di virus del papilloma umano possono venir suddivisi in HPV a basso rischio, i quali attaccano la cute (6, 11, 42, 43, 44) e HPV ad alto rischio, i quali attaccano le mucose (16, 18, 31, 33, 35, 39, 45, 51, 52, 56, 58, 59, 68). Si calcola che oltre il 70% delle donne contragga un’infezione genitale da HPV nel corso della propria vita, ma la grande maggioranza di queste infezioni è destinata a scomparire spontaneamente nel corso di pochi mesi grazie al loro sistema immunitario. Solo in caso di persistenza nel tempo di infezioni di HPV ad alto rischio oncogenico è possibile, in una minoranza dei casi e nel corso di parecchi anni, lo sviluppo di un tumore maligno del collo uterino.

I tipi pericolosi di HPV (16, 18, 31, 33, 35, 39, 45, 51, 52, 56, 58, 59, 68) si differenziano da quelli innocui (6, 11, 42, 43, 44) sia in base al sito di azione (i primi attaccano le mucose e i secondi la cute) sia in base ad alcune mutazioni dell’oncoproteina

Cancerogenicità dell’HPV

Una volta che l’HPV è entrato dentro la cellula fa sintetizzare alla cellula infettata due proteine chiamate

Le infezioni da HPV

Gli HPV si contraggono tramite contatto diretto (sessuale, orale e cutaneo) o in luoghi poco puliti (ad esempio bagni pubblici non disinfettati a norma). Non sono presenti in liquidi biologici quali sangue o sperma. Il rischio di contrarre una infezione da HPV aumenta con il numero dei partner sessuali, ed è massimo nell’età più giovanile (20-35 anni). Il virus è più frequentemente trovato tra le popolazione promiscue e in condizioni precarie di igiene.

Come in molte infezioni virali, la terapia dell’HPV è spesso problematica. Poiché tuttavia la maggior parte delle infezioni da HPV regredisce spontaneamente, solo una minoranza dei casi richiederà un trattamento. Nei casi di infezione persistente del collo uterino, non esistono attualmente trattamenti non invasivi di elevata efficacia.

Ogni anno, in Italia, sono circa 3.500 le donne che si ammalano di cancro del collo dell’utero. Quasi la metà muore. Nel mondo ogni anno 400.000 donne si ammalano e la metà di loro muore. Si stima che il 75% della popolazione entri in contatto con il virus almeno una volta durante la sua vita.

Recentemente è stata scoperta una molecola che permette il trattamento del virus HPV, anche nella sua forma cutanea esterna

Infezione da HPV e gravidanza

È possibile che una donna contragga l’infezione da HPV in gravidanza, con conseguente preoccupazione circa l’andamento dell’infezione e la trasmissione al feto. Il rischio di contrarre l’infezione in gravidanza non è diverso rispetto alla non-gravidanza, e la distribuzione dei tipi virali ad alto e basso rischio non presenta differenze. L’infezione può tuttavia comparire la prima volta in gravidanza e dare origine a lesioni genitali che possono assumere aspetti aberranti, molto estese, giganti e friabili. La trasmissione materno fetale è possibile a livello del canale del parto e può provocare papillomatosi ricorrente giovanile e condilomatosi genitale nel nato.

Vaccini

Nel caso dell’HPV ci sono due strategie vaccinative: preventiva e terapeutica. La prima si interessa di prevenire l’insorgenza delle infezioni, la seconda (ancora a un livello sperimentale) di curarle una volta che queste sono già in atto.

Per quanto riguarda la prima strategia è già presente sul mercato, e viene distribuito gratuitamente alle ragazze di età inferiore ai 12 anni (in alcune Regioni, come la Basilicata, anche in altre fasce di età) un vaccino transgenico contenente due proteine del capside virale degli HPV 16 e 18 (responsabili del 70 % dei tumori al collo dell’utero), si tratta quindi di involucri proteici (L1 e L2) detti PLV (particles like viruses) ossia particelle simili ai virus, ovviamente è un vaccino assolutamente sicuro perché completamente privo di virus veri e propri, ha un’efficacia pressoché totale nell’impedire l’infezione di HPV 16 e 18, tuttavia è inefficace nel curare le infezioni già in atto dei suddetti virus, perché le proteine L1 e L2 sono prodotte solo in una piccola frazione di tempo dell’infezione (quando il virus passa da una cellula uccisa all’altra).

Per fare invece un vaccino terapeutico, cioè che cura le infezioni già in atto e curare le tantissime donne che hanno le suddette infezioni, si devono produrre delle proteine che vengono sintetizzate durante tutto il ciclo vitale del virus, come per esempio E6 ed E7. A questo scopo si stanno producendo e sperimentando
E7 (early 7). Questa differente pericolosità è dovuta al fatto che le mucose sono molto più sensibili della pelle alle infezioni di HPV perché la minore robustezza delle membrane cellulari delle cellule delle mucose facilita l’ingresso dei virus all’interno delle stesse, ed in più le oncoproteine E7 dei Papilloma Virus pericolosi hanno delle mutazioni amminoacidiche che permettono un legame e un’inibizione migliore del retinoblastoma rispetto agli E7 dei tipi non pericolosi. Per esempio la differenza amminoacidica principale tra l’E7 dell’HPV 16 (pericoloso) e 6 (non pericoloso) è un acido aspartico in posizione 21 presente nel primo invece di una glicina presente nel secondo, questa sola differenza fa si che la prima proteina abbia una capacità ligante (e quindi di causare il cancro) del 41% superiore alla seconda .E6 e E7, che si legano e inibiscono la RB protein (una proteina che serve a regolare le mitosi cellulari), il che causa divisioni cellulari incontrollate. Si pensa che questi cambiamenti fisiologici che vengono dati alle cellule infettate servano al virus per diffondersi meglio.profilattico non pare avere azione protettiva completa in quanto l’infezione è spesso diffusa anche alla cute della vulva e perineo.condilomi in sede genitale (pene e vulva, perineo). Le lesioni da HPV del collo uterino possono essere riconosciute mediante il Pap test, la colposcopia o tecniche di patologia molecolare, e le lesioni del pene mediante la penescopia.precancerose dell’epitelio, possono essere prese in considerazione la laserterapia o la conizzazione, ossia la resezione di una piccola parte della cervice uterina per asportare una lesione che potrebbe essere maligna o che già lo è ma di dimensioni ridotte. Per la rimozione dei condilomi acuminati della vulva, pene o perineo si può ricorrere al laser, all’elettrocoaugulazione, alla crioterapia o ad applicazioni di podofillina.Verruca). Il farmaco prodotto si chiama Cidofovir, ed è un potente antivirale a largo spettro, maggiormente efficace perfino dell’Aciclovir. Il Cidofovir viene utilizzato principalmente in soggetti con problemi al sistema immunitario (come persone affette da HIV) nella formulazione liquida per via endovenosa, ma sono in produzione anche formulazioni per uso topico esterno (pomate) che non sono purtroppo ancora diffuse in Italia.piante transgeniche che producono questi due antigeni (ovviamente con delle mutazioni che li rendono assolutamente sicuri per la salute umana).

 

Herpes genitalis

Cause e complicanze

L’Herpes genitalis è una patologia causata da un virus denominato Herpes Simplex 2.
Il virus viene contratto sovente con rapporti sessuali non protetti con un partner infetto.
Esistono però anche altre forme di trasmissione.
L’infezione tende frequentemente a recidivare.

Sintomi

Formazione sulla vulva di vescichette che tendono ad ulcerarsi.
I sintomi sono bruciore e dolore piuttosto intensi localizzati nella zona delle lesioni.