Pietro Sarcinella – Studio  Sant'Elmo Ginecologo Napoli
Patologie ginecologiche

Cosa sono innanziutto le mestruazioni? Sono costituite da sangue ed endometrio.
ovverossia la mucosa che tappezza l’interno della cavità uterina e che si rinnova ogni 28 giorni dopo essere stata espulsa fuori.

 

Il ciclo mestruale è una sequenza di cambiamenti fisiologici periodici che ha luogo nelle femmine di alcune specie animali che ha come fine ultimo la maturazione di una cellula uovo e la preparazione di un tessuto adatto al suo impianto. Tale processo è correlato alla produzione ciclica di ormoni e al suo mantenimento concorrono diverse strutture (sistema nervoso centrale, ipotalamo, ipofisi ed ovaio) strettamente collegate tra loro. Il ciclo mestruale riconosce due fasi principali concomitanti che implicano modificazioni cicliche dell’ovaio (ciclo ovarico), dell’endometrio e del canale cervicale (ciclo uterino).

 

Solo le donne e i primati vivono un vero ciclo mestruale. Molti placentati e mammiferi passano invece delle fasi di estro o di calore. Il ciclo mestruale è sotto il controllo degli ormoni sessuali ed è necessario per la riproduzione. Nelle donne tipicamente, il ciclo mestruale si ripete con cadenza mensile, tra la pubertà e la menopausa.

 

Durante il ciclo mestruale, il corpo della donna sessualmente matura fa aumentare le dimensioni dell’endometrio dell’utero con un progressivo aumento di estrogeni, e quando questo ormone raggiunge livelli critici viene prodotto dell’estradiolo, e poco dopo inizia la stimolazione delle ovaie per mezzo dell’ormone FSH (Follicle Stimulating Hormone), e dell’ormone luteinizzante LH. I follicoli iniziano a crescere e dopo qualche giorno uno di loro matura in un ovulo a causa di un processo di feedback negativo. A quel punto le ovaie rilasciano un ovulo (o eventualmente più di uno, nel caso in cui ci sia una doppia emissione di ovuli durante l’ovulazione, e in questo caso si hanno dei gemelli eterozigoti o gemelli non identici durante l’ovulazione. Gemelli identici, o monozigoti, si hanno da un singolo ovulo, attraverso la mitosi di uno zigote in due zigoti differenti). Le cellule della granulosa e della teca che precedentemente proteggevano l’ovulo, ora si trasformano in corpo luteo, ricco di proteine e grassi, che ha la funzione di continuare la produzione di estrogeni e progesterone nei primi tre mesi di gravidanza (in seguito questo ruolo viene assunto dalla placenta). Il rivestimento dell’utero, l’endometrio (mucosa uterina), si inspessisce fino a 2-3 mm in seguito ad un aumento degli estrogeni. Dopo l’ovulazione, questo rivestimento cambia per prepararsi per il potenziale concepimento e impianto dell’uovo fecondato per dare il via a una gravidanza (si inspessisce fino a 5-6 mm, si arricchisce di capillari e di depositi di lipidi e glicogeno grazie allo stimolo del progesterone). L’ormone progesterone cresce dopo l’ovulazione e raggiunge il picco poco dopo.

 

Se la fertilizzazione e la gravidanza non vanno avanti, l’utero si libera del rivestimento culminando con le mestruazioni, che segnano il punto minimo per l’attività degli estrogeni. Questo si manifesta al mondo esterno nella forma del “mestruo”: parte essenziale dell’endometrio e prodotti sanguigni che escono dal corpo attraverso la vagina. Sebbene questo sia comunemente definito come sangue, differisce nella composizione dal sangue venoso. I cicli mestruali si contano dall’inizio della mestruazione, poiché questo è un segno esteriore che corrisponde da vicino al ciclo ormonale. Il mestruo, o lo spurgo o altri segni mestruali possono terminare in diversi punti nel nuovo ciclo.

 

L’uso comune si riferisce alle mestruazioni (dal latino mensis, mese, ovvero che si verificano una volta al mese) come un “ciclo”. Questo spurgo può indicare che una donna non è incinta anche se si può verificare la presenza di perdite anche nelle prime fasi della gravidanza, chiamate false mestruazioni. Queste differiscono dall’effettivo ciclo mestruale in quanto sono perdite minori del solito, ma talvolta questa differenza può non essere notata. Durante gli anni fertili, la mancanza di mestruazioni può dare la prima indicazione a una donna che potrebbe essere incinta.

 

Le mestruazioni formano una normale parte di un processo ciclico naturale che si svolge nelle donne sane tra la pubertà e la fine della fertilità. L’inizio delle mestruazioni, conosciuto come “menarca”, avviene attorno ai dodici anni, ma è normale tra gli 8 e i 16. Fattori quali l’eredità, la dieta e soprattutto la salute possono accelerare o ritardare il menarca.

 

La condizione di pubertà precoce è causa del sopraggiungere delle mestruazioni in bambine di soli 8 anni. Alcune donne hanno il loro primo ciclo nella loro tarda adolescenza, che è il periodo dell’accrescimento della statura. L’ultimo periodo, la menopausa, solitamente sopraggiunge tra i 45 e i 55 anni. Variazioni di questo schema necessitano di cure mediche. L’amenorrea si riferisce alla prolungata assenza del mestruo durante il periodo fertile di una donna per ragioni diverse dalla gravidanza. Per esempio, le donne con pochissimo grasso corporeo, come le atlete, potrebbero cessare di mestruare. La presenza di mestruazioni non prova che l’ovulazione abbia avuto luogo: le donne che non ovulano possono avere cicli mestruali. Questi cicli anovulari tendono ad avvenire con meno regolarità e mostrano una maggiore variazione nella lunghezza del ciclo. Inoltre, l’assenza delle mestruazioni non prova che la fertilizzazione sia avvenuta poiché la mancata produzione dell’ormone in donne non incinte può sopprimere in certe occasioni il flusso mestruale.

 

Le donne mostrano considerevoli variazioni nella lunghezza dei loro cicli mestruali, e la lunghezza del ciclo differisce a seconda delle specie animali.

 

Mentre la lunghezza del ciclo può variare, 28 giorni sono generalmente presi come rappresentativi della media del ciclo ovulatorio nelle donne. Per convenzione si usa l’inizio delle perdite mestruali per segnare l’inizio del ciclo, così che il primo giorno di perdite è chiamato “primo giorno del ciclo”.

Adolescenza: evoluzione emotiva e desiderio di crescita

 

Ogni individuo in realtà è unico e irripetibile. Così come lo è ogni giorno della nostra vita. Per questo ogni età dovrebbe essere vissuta sempre con la massima intensità, in qualità di esperienza “unica e irripetibile”. In realtà sono per lo più gli adulti, che ripensando alla propria adolescenza con un pizzico di nostalgia, la considerano un’età lieta per eccellenza. Si ricorda, di quegli anni, solo la parte migliore: la speranza di una vita davanti, l’avvenenza delle forme corporee, l’energia e la voglia di cambiare il mondo, mentre si sono dimenticati ansia etimori. L’adolescenza è infatti percepita diversamente dai diretti interessati, gli adolescenti, che si sentono catapultati nel mondo degli adulti, travolti da un caleidoscopio di emozioni, dove si mescolano spensieratezza e speranza, ma anche labilità emotiva e incertezza per il futuro.

 

Quando inizia l’adolescenza?

E soprattutto, quando si considera concluso il periodo adolescenziale? Teoricamente l’adolescenza si può collocare tra i 10 e 22 anni, un ponte che unisce l’infanzia e l’età adulta. Si tratta di un periodo di transizione che presenta notevoli variazioni individuali. Stabilire l’inizio è relativamente semplice, in quanto coincide con la pubertà, mentre è molto più difficile determinarne la conclusione, soprattutto nella società odierna, dove l’ingresso in età adulta viene sempre più procrastinato anche per ragioni economiche, che impediscono il raggiungimento dell’autonomia e il distacco dalla famiglia di origine. Questa estrema variabilità può essere fonte di preoccupazione per le ragazzine che ancora non hanno completato lo sviluppo puberale rispetto alle coetanee, in quanto possono sentirsi escluse o temere di essere diverse. In questo delicato passaggio verso l’età adulta, è importante la rassicurazione del medico sul significato del vero ritardo puberale o di pubertà precoce. L’adolescenza è un processo caratterizzato da profondi cambiamenti che riguardano il corpo (maturazione dei caratteri sessuali secondari e della capacità riproduttiva), la mente (completamento dello sviluppo cognitivo), la sfera affettiva ed emozionale (relazioni sociali e familiari). Il ginecologo ha un ruolo importante nel vigilare su una crescita armoniosa, prestando attenzione a tutti questi aspetti. Quando si è di fronte a un’adolescente, che può già avere le sembianze fisiche di una donna, è bene ad esempio ricordare che lo sviluppo completo del cervello viene raggiunto nelle ragazze solo intorno ai 22-23 anni (intorno ai 25 anni nei ragazzi). La “piccola donna” che si sottopone ai suoi primi controlli dal ginecologo è quindi una persona estremamente vulnerabile, che potrebbe non avere la maturità sufficiente per recepire correttamente le informazioni ricevute. E’ quindi importante metterla a proprio agio utilizzando, ad esempio, un linguaggio adeguato.

 

Il primo ciclo mestruale

Lo sviluppo puberale culmina, dopo circa due anni, con la comparsa del menarca. Paradossalmente, nonostante il ritardo dei nostri giovani a “lasciare il nido”, l’età della pubertà si è abbassata e la comparsa del menarca è in media intorno ai 10-12 anni. Non tutte le ragazze arrivano preparate a questo evento, che non è vissuto sempre in modo positivo per mancanza di un’adeguata informazione e di dialogo. Un’indagine demoscopica condotta di recente su un campione di 1000 donne dai 18 ai 50 anni, ha messo in evidenza che il primo ciclo mestruale viene vissuto per lo più conimbarazzo (60%), come un evento “fastidioso” (64%), che incide sull’efficienza scolastica, lavorativa (45%), sportiva (63%) e infine sulla sessualità(85%). Nella fascia di età più giovanile (18-30 anni), le donne vivono più dolorosamente la loro femminilità, con cicli caratterizzati da dismenorrea (52%), cefalea (30%), malumore (28%). E’ emerso che le assenze dal lavoro per disturbi legati al ciclo si verificano fino al 32% dei casi. Nell’età adolescenziale il ginecologo non è ancora un punto di riferimento, le ragazze non riescono ad associare la loro femminilità alla figura di un medico e preferiscono confidarsi con “l’amica del cuore”, che sentono più complice. E’ importante rassicurare subito le giovanissime in merito al ruolo del ginecologo e al segreto professionale, cercando di stabilire una relazione terapeutica basata sulla fiducia, ma soprattutto aiutandole a capire che la relazione terapeutica è diversa dal rapporto che si ha con la madre o con l’amica; quest’ultime possono accogliere le confidenze ma non hanno la competenza necessaria per dare i consigli appropriati. Anche la capacità di ascolto del ginecologo è diversa da quella della madre o dell’amica, così come la capacità di rassicurazione,perché non sono basate solo sulla disponibilità, ma anche sulla professionalitàe sulle prove di evidenza scientifica. Infine, il ginecologo sa avere la lungimiranza per capire se la sua paziente sta adottando un comportamento a rischio che necessita un chiarimento approfondito.

 

La visita ginecologica

Sarebbe utile almeno un colloquio con il ginecologo prima dell’inizio dell’attività sessuale, in modo che la ragazza arrivi a questo momento con le idee chiare e con tutte le informazioni necessarie per proteggere la propria fertilità e l’equilibrio psico-fisico. La scelta del ginecologo è estremamente personale. Spesso le madri portano le figlie dal proprio ginecologo, ma non è automatico che si stabilisca unarelazione terapeutica altrettanto empatica. Un ginecologo attento saprà cogliere l’eventuale imbarazzo della ragazza, cercando di capirne la motivazione. L’indagine demoscopica ha fortunatamente evidenziato un rapporto sereno con il proprio ginecologo/a nella maggior parte delle intervistate, anche nelle giovanissime (51%). C’è però ancora un po’ di strada da fare per conquistare quella fetta di universo femminile tuttora diffidente, per fare in modo che la visita ginecologica diventi per tutte un comportamento consapevole di protezione della propria salute.

 

Sessualità e contraccezione

Ancora carente tra le più giovani è l’informazione sulla capacità procreativae sui metodi contraccettivi. L’indagine ha evidenziato che solo il 37% delle ragazze dai 18 ai 30 anni si sente informata in modo adeguato. Molte hanno convinzioni infondate sulla pillola contraccettiva (come la paura di ingrassare, di essere più esposta al rischio di tumori, o di non riuscire a rimanere incinta alla sospensione), mentre non conoscono in modo corretto i benefici extra-contraccettivi, come il miglioramento della dismenorrea e dei sintomi pre-mestruali, della cefalea, o dell’acne.

 

 

Cosa sono innanziutto le mestruazioni?

Sono costituite da sangue ed endometrio. Ovverossia la mucosa che tappezza l’interno della cavità uterina e che si rinnova ogni 28 giorni dopo essere stata espulsa fuori.

 

Il ciclo mestruale è una sequenza di cambiamenti fisiologici periodici che ha luogo nelle femmine di alcune specie animali che ha come fine ultimo la maturazione di una cellula uovo e la preparazione di un tessuto adatto al suo impianto. Tale processo è correlato alla produzione ciclica di ormoni e al suo mantenimento concorrono diverse strutture (sistema nervoso centrale, ipotalamo, ipofisi ed ovaio) strettamente collegate tra loro. Il ciclo mestruale riconosce due fasi principali concomitanti che implicano modificazioni cicliche dell’ovaio (ciclo ovarico), dell’endometrio e del canale cervicale (ciclo uterino).

 

Solo le donne e i primati vivono un vero ciclo mestruale. Molti placentati e mammiferi passano invece delle fasi di estro o di calore. Il ciclo mestruale è sotto il controllo degli ormoni sessuali ed è necessario per la riproduzione. Nelle donne tipicamente, il ciclo mestruale si ripete con cadenza mensile, tra la pubertà e la menopausa.

 

Durante il ciclo mestruale, il corpo della donna sessualmente matura fa aumentare le dimensioni dell’endometrio dell’utero con un progressivo aumento di estrogeni, e quando questo ormone raggiunge livelli critici viene prodotto dell’estradiolo, e poco dopo inizia la stimolazione delle ovaie per mezzo dell’ormone FSH (Follicle Stimulating Hormone), e dell’ormone luteinizzante LH. I follicoli iniziano a crescere e dopo qualche giorno uno di loro matura in un ovulo a causa di un processo di feedback negativo. A quel punto le ovaie rilasciano un ovulo (o eventualmente più di uno, nel caso in cui ci sia una doppia emissione di ovuli durante l’ovulazione, e in questo caso si hanno dei gemelli eterozigoti o gemelli non identici durante l’ovulazione. Gemelli identici, o monozigoti, si hanno da un singolo ovulo, attraverso la mitosi di uno zigote in due zigoti differenti). Le cellule della granulosa e della teca che precedentemente proteggevano l’ovulo, ora si trasformano in corpo luteo, ricco di proteine e grassi, che ha la funzione di continuare la produzione di estrogeni e progesterone nei primi tre mesi di gravidanza (in seguito questo ruolo viene assunto dalla placenta). Il rivestimento dell’utero, l’endometrio (mucosa uterina), si inspessisce fino a 2-3 mm in seguito ad un aumento degli estrogeni. Dopo l’ovulazione, questo rivestimento cambia per prepararsi per il potenziale concepimento e impianto dell’uovo fecondato per dare il via a una gravidanza (si inspessisce fino a 5-6 mm, si arricchisce di capillari e di depositi di lipidi e glicogeno grazie allo stimolo del progesterone). L’ormone progesterone cresce dopo l’ovulazione e raggiunge il picco poco dopo.

 

Se la fertilizzazione e la gravidanza non vanno avanti, l’utero si libera del rivestimento culminando con le mestruazioni, che segnano il punto minimo per l’attività degli estrogeni. Questo si manifesta al mondo esterno nella forma del “mestruo”: parte essenziale dell’endometrio e prodotti sanguigni che escono dal corpo attraverso la vagina. Sebbene questo sia comunemente definito come sangue, differisce nella composizione dal sangue venoso. I cicli mestruali si contano dall’inizio della mestruazione, poiché questo è un segno esteriore che corrisponde da vicino al ciclo ormonale. Il mestruo, o lo spurgo o altri segni mestruali possono terminare in diversi punti nel nuovo ciclo.

 

L’uso comune si riferisce alle mestruazioni (dal latino mensis, mese, ovvero che si verificano una volta al mese) come un “ciclo”. Questo spurgo può indicare che una donna non è incinta anche se si può verificare la presenza di perdite anche nelle prime fasi della gravidanza, chiamate false mestruazioni. Queste differiscono dall’effettivo ciclo mestruale in quanto sono perdite minori del solito, ma talvolta questa differenza può non essere notata. Durante gli anni fertili, la mancanza di mestruazioni può dare la prima indicazione a una donna che potrebbe essere incinta.

 

Le mestruazioni formano una normale parte di un processo ciclico naturale che si svolge nelle donne sane tra la pubertà e la fine della fertilità. L’inizio delle mestruazioni, conosciuto come “menarca”, avviene attorno ai dodici anni, ma è normale tra gli 8 e i 16. Fattori quali l’eredità, la dieta e soprattutto la salute possono accelerare o ritardare il menarca.

 

La condizione di pubertà precoce è causa del sopraggiungere delle mestruazioni in bambine di soli 8 anni. Alcune donne hanno il loro primo ciclo nella loro tarda adolescenza, che è il periodo dell’accrescimento della statura. L’ultimo periodo, la menopausa, solitamente sopraggiunge tra i 45 e i 55 anni. Variazioni di questo schema necessitano di cure mediche. L’amenorrea si riferisce alla prolungata assenza del mestruo durante il periodo fertile di una donna per ragioni diverse dalla gravidanza. Per esempio, le donne con pochissimo grasso corporeo, come le atlete, potrebbero cessare di mestruare. La presenza di mestruazioni non prova che l’ovulazione abbia avuto luogo: le donne che non ovulano possono avere cicli mestruali. Questi cicli anovulari tendono ad avvenire con meno regolarità e mostrano una maggiore variazione nella lunghezza del ciclo. Inoltre, l’assenza delle mestruazioni non prova che la fertilizzazione sia avvenuta poiché la mancata produzione dell’ormone in donne non incinte può sopprimere in certe occasioni il flusso mestruale.

 

Le donne mostrano considerevoli variazioni nella lunghezza dei loro cicli mestruali, e la lunghezza del ciclo differisce a seconda delle specie animali.

 

Mentre la lunghezza del ciclo può variare, 28 giorni sono generalmente presi come rappresentativi della media del ciclo ovulatorio nelle donne. Per convenzione si usa l’inizio delle perdite mestruali per segnare l’inizio del ciclo, così che il primo giorno di perdite è chiamato “primo giorno del ciclo”.

Aborto

interruzione volontaria o involontaria della gravidanza prima del 180° giorno di amenorrea. Si distinguono un aborto spontaneo e un aborto provocato.

Amenorrea

assenza del flusso mestruale, classificabile in primaria qualora si manifesti entro i 16 anni, e secondaria dopo tre mesi di sospensione del ciclo in età fertile.

Nel primo caso, l’amenorrea può essere dovuta a malformazioni anatomiche (imperforazione dell’imene, malformazioni congenite dell’utero o della vagina, insufficienza ovarica), a lesioni ipotalamiche o ipofisarie.

Nel secondo caso, invece, può essere causata da disfunzioni ormonali o malattie generali. L’amenorrea fisiologica, infine, è legata alle situazioni di gravidanza, allattamento, menopausa, ed è l’unica che non richiede l’intervento di uno specialista.

Amniocentesi

intervento per prelevare del liquido amniotico al fine di valutare il corredo cromosomico del feto.

L’amniocentesi precoce permette di diagnosticare alcune malattie su base ereditaria, come per esempio sindrome di Down, le emoglobinopatie e le malformazioni del sistema nervoso.

Questo tipo di esame è consigliato solo se ci sia effettivamente la possibilità che il feto sia colpito da una di queste patologie.

L’amniocentesi dopo la ventesima settimana serve invece per diagnosticare la maturità del feto.

Annidamento

Impianto dell’uovo nell’utero dopo pochi giorni dalla fecondazione.

Candidosi

infezione causata da funghi del genere Candida, più frequentemente dalla specie Candida albicans. Questa si riscontra abitualmente nel cavo orale, nella vagina e nel tratto gastrointestinale; in particolari condizioni può diventare infettante determinando la malattia. Tali condizioni sono rappresentate da fattori locali (umidità; macerazione cutanea; terapie locali con antibiotici e cortisonici) e fattori generali (uso prolungato di cortisonici, antibiotici, immunosoppressori; diabete, tumori, malattie debilitanti, deficit immunologici, gravidanza). Spesso la candidosi può essere la sola manifestazione di un diabete mellito non diagnosticato. Candida albicans penetra nell’organismo attraverso una ferita delle mucose o della cute. Le sedi cutanee maggiormente interessate sono gli spazi interdigitali delle mani e dei piedi, gli angoli della bocca, le pieghe cutanee, il tessuto periungueale (e solo in un secondo tempo l’unghia). Interessa la mucosa orale con la frequente infezione, detta mughetto, caratteristico del bambino. Determina, inoltre, vulvovaginiti (emissione di secrezione biancastra) e balanopostiti, anche a trasmissione sessuale. Le candidosi si manifestano con intenso eritema, fissurazioni simili a ragadi, erosioni, variamente rappresentate a seconda della sede interessata; sono presenti prurito di variabile intensità, bruciore vivo e dolore. Le candidosi tendono a cronicizzare e le recidive sono frequenti. La diffusione nel sangue può portare ad ascessi polmonari, endocarditi, meningiti, ascessi cerebrali, spesso causa di morte dei pazienti immunodepressi. La terapia consiste nell’eliminazione delle cause favorenti e in un corretto trattamento antimicotico locale e generale.

Cervice

in anatomia può indicare sia il collo dell’utero sia la parte posteriore del collo.

Legatura delle tube

Resezione tramite legatura o elettrocoagulazione, delle salpingi (o tube) uterine.

Agisce impedendo il passaggio dell’ovulo nella cavità uterina, quindi non altera il quadro ormonale, non altera il ciclo mestruale, non blocca l’ovulazione.

Ciclo Mestruale

Insieme dei cambiamenti che riguardano la mucosa uterina, durante il periodo fecondo femminile.

La sua manifestazione più evidente è la mestruazione, che è collegata al processo di ovulazione.

Questo processo è regolato a livello ormonale da ipotalamo, ipofisi e ovaie.

Il ciclo ha normalmente una durata di 28 giorni e può essere suddiviso in tre fasi: la fase mestruale corrisponde alla durata del flusso mestruale (da 3 a 6 giorni); nella fase proliferativa aumenta lo spessore dell’endometrio grazie agli estrogeni prodotti dal follicolo ovarico (dal sesto al quattordicesimo giorno); nella fase secretoria infine abbiamo la proliferazione dele ghiandole endometriali a opera del progesterone, prodotto dal corpo luteo in seguito all’ovulazione (dal quindicesimo al ventottesimo giorno).

Se è avvenuta una fecondazione l’uovo si impianta, altrimenti la mucosa uterina attraversa una fase ischemica premestruale.

Formazioni di tipo benigno o maligno dell’ovaio con contenuto liquido o corpuscolato.

Distinguiamo tra cisti ovariche follicolari (piccole, multiple) e cisti ovariche luteiniche (grandi, singole).

Possono essere scoperte causalmente durante una  visita dal ginecologo, oppure dar luogo a dolori addominali e alterazioni mestruali.

Vi si interviene in modo farmacologico o chirurgico a seconda dei casi.

In caso di ovaio policistico, le cisti interessano tutto l’ovaio.

Le cisti ovariche possono comportare amenorrea e sterilità.

Annessite

Infiammazione degli annessi dell’utero: può riguardare ovaie e salpingi o tube. Detta anche salpingovarite può essere acuta, sub acuta o cronica.

L’annessite acuta è caratterizzata da dolori al basso ventre che spesso si irradiano fino alla regione lobo-sacrale. Questi dolori si intensificano con i movimenti e i rapporti sessuali, Altri sintomi sono senso di tensione ai muscoli addominali e irregolarità mestruali e febbre.

L’annessite acuta può dare luogo a una serie di manifestazioni subacute che con il passare del tempo rendono cronica la patologia.

Esiste un tipo di annessite cronica causata da piogeni e colibacilli che evolve lentamente con assenza di febbre. È caratterizzata da senso di peso doloroso al bacino, irregolarità mestruali, leucorrea, astenia, febbricola.

L’annessite subacuta tubercolare spesso coesiste con altri focolai tubercolari in evoluzione.

Il trattamento della forma acuta è essenzialmente antibiotico; per l’annessite cronica dopo un trattamento antibiotico specifico, si prescrive anche una terapia fisioterapica e disinfiltrante.

Cervicite

Infiammazione della mucosa del collo dell’ utero. Oltre a un senso di continuo fastidio il principale sintomo è la secrezione di muco e pus.

Climaterio

Sindrome caratterizzata da trasformazioni endocrine somatiche e psichiche dovuta all’involuzione fisiologica delle ghiandole sessuali.

Il climaterio è differente per maschi e femmine e per entrambi non esiste una definizione univoca.

Nelle donne  si può definire climaterio il periodo che intercorre tra l’ultima mestruazione regolare e la definitiva cessazione delle mestruazioni (menopausa), ma altre definizioni indicano un periodo che oltrepassa la fine delle mestruazioni e che termina solo dopo la cessazione di particolari sintomi.

Questi sono vari, e soggettivi. In generali si parla di disturbi vasomotori, nervosi ed endocrini.

Non esiste una terapia a meno che la sindrome non porti a grossi problemi psico-attitudinali. Il ricorso a estrogeni per mezzo di cerotti o compresse, consente di evitare il disagio psicofisico.

Il climaterio maschile viene definito come il progressivo diminuire delle funzioni sessuali nell’uomo, non esiste un epoca fissa e non si svolge in un periodo definito.

Gravidanza extrauterina

o gravidanza ectopica: gravidanza in cui l’ embrione si impianta al di fuori della normale sede uterina. L’incidenza è di 1 su 200 gravidanze circa e nel 98% dei casi l’impianto avviene a livello delle tube (gravidanza tubarica), il cui lume è tuttavia troppo ristretto per accogliere un sacco gestazionale in via di sviluppo: si ha così aborto o rottura tubarica. La gravidanza ovarica è un evento raro, che evolve di solito verso un aborto precoce, con emoperitoneo. Molto raramente una gravidanza extrauterina si impianta in un’area meno consueta della cavità uterina: si parla di gravidanza angolare, quando l’uovo fecondato si annida a livello dell’angolo utero-tubarico, e di gravidanza cervicale quando l’annidamento avviene a livello della mucosa del canale cervicale; entrambe si concludono con l’aborto, generalmente prima della 20a settimana. Infine, si può avere una gravidanza addominale, anch’essa destinata a non proseguire (possibile ascesso e peritonite, con successiva mummificazione o calcificazione del feto). Nel caso della gravidanza tubarica, sono presenti i segni caratteristici della gravidanza accompagnati da dolori addominali e perdite ematiche. In genere verso il secondo mese si ha la morte dell’uovo (aborto tubarico), con aumento del dolore e metrorragia. In alcuni casi, come abbiamo già detto, l’aumento di volume dell’embrione provoca la rottura della tuba, con spandimento di sangue nella cavità peritoneale (emoperitoneo) e shock. Le gravidanze extrauterine rappresentano una importante causa di morbilità e mortalità materna. Le probabilità di avere una gravidanza extrauterina sono aumentate nelle donne con infertilità prolungata, malattia infiammatoria pelvica, sterilizzazione, precedente gravidanza extrauterina, intervento chirurgico sulle tube o nelle donne che sono portatrici di spirale o sottoposte a trattamento di fertilizzazione in vitro. La salpingectomia (asportazione della salpinge, cioè della tuba) viene utilizzata come trattamento standard. Recentemente, le diagnosi più precoci, prima dell’aborto tubarico o della rottura della tuba, con un esame ecografico e il dosaggio delle beta-hCG, hanno portato a un trattamento medico o laparoscopico che preservano la tuba.